Macron frena sull'ingresso di Albania e Macedonia nell'Ue: "No all'avvio dei negoziati"

Parigi blocca ancora l'apertura del processo di adesione per Skopje e Tirana: "Prima riformare le regole sull'adesione". Germania e Italia in pressing per sbloccare l'impasse

Il premier macedone Zoran Zaev

La Francia blocca l'avvio del processo di adesione dell'Albania e della Macedonia del Nord all'Unione europea. E minaccia di posticiparlo al 2020. E' quanto riferisce il quotidiano di Bruxelles Politico a margine di una riunione degli ambasciatori Ue sul tema dell'allargamento nei Balcani occidentali. 

Stando alla ricostruzione di Politico, l'inviato del presidente Emmanuel Macron alla riunione, che si è svolta a Lussemburgo, il diplomatico Philippe Léglise-Costa è stato l'unico tra i colleghi Ue "a dichiararsi contrario all'apertura" del processo di adesione per la Macedonia del Nord, cosa che di fatto potrebbe bloccare anche l'Albania.

Secondo quanto riferito da un diplomatico presente all'incontro, "la Francia è totalmente isolata" nella sua posizione rigida contro Skopje. Anche se Danimarca e Paesi Bassi avrebbero espresso delle perplessità. A sostegno del processo di adesione, invece, si è schierata la Commissione europea e la stragrande maggioranza dei Paese membri. La Macedonia del Nord, del resto, ha portato a termine tutte le riforme e le misure, dalla giustizia alla libertà di stampa, che la stessa Ue aveva chiesto a suo tempo come pre-condizione per l'apertura dei negoziati. 

Le ragioni del no francese sono di difficile lettura. I progressi di Skopje su stato di diritto e libertà fondamentali sono state certificate dall'Ue al termine di un periodo di prova durato bel 14 anni e conclusosi con lo storico accordo con la Grecia sul nome. Fonti diplomatiche di Parigi insistono sul fatto che il problema non è la Macedonia, ma il modo in cui è strutturato il processo di allargamento dell'Ue, le cui regole, dice la Francia, vanno riformate prima che inizi il processo di adesione di Skopje. E dunque anche di Tirana.

I tempi stringono, anche perché giovedi' a Bruxelles inizierà il summit Ue che dovrà proprio stabilire se aprire o meno la procedura. In questa ottica si inserisce la visita di oggi del premier Giuseppe Conte in Albania (l'Italia è uno dei principali sponsor dell'adesione di Tirana). Mentre domani, inviati del governo tedesco (altro sostenitore dell'allargamento nei Balcani occidentali) dovrebbero incontrarsi con gli omologhi francesi per risolvere lo stallo. Per avviare i negoziati serve l'unanimità dei 27 Stati membri, e basta solo il voto contrario della Francia per bloccare tutto.  

"Rimango fortemente convinto che otterremo una data per l'avvio dei negoziati", ha dichiarato il primo ministro macedone Zoran Zaev. "Non c'è un Paese negli ultimi 20 anni che abbia meritato più della Macedonia del Nord di ottenere la decisione di avviare i negoziati di adesione all'Ue", ha aggiunto. 

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