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La vicepresidente di Confindustria Lisa Ferrarini /ANSA/DANIELE MASCOLO

La vicepresidente di Confindustria Lisa Ferrarini /ANSA/DANIELE MASCOLO

Fondi Ue, industriali di Italia e Germania uniti: “Meno burocrazia e rilanciare competività”

Confindustria e la tedesca Bdi sul futuro della politica di coesione post-2020: “Importante potenziare ogni singola regione” e le sinergie transfrontaliere 

Rilanciare la competitività dei sistemi produttivi, con un approccio territoriale forte e favorendo la caooperazione tra le regioni dei diversi Stati membri. Sono questi alcuni dei punti chiave del position paper che le associazioni degli industriali di Italia (Confindustria) e Germania (Bdi) hanno messo nero su bianco per il futuro della politica di coesione post-2020. Una posizione chiara a sostegno di questa politica, che con la Brexit rischia un pesante ridimensionamento.

Confindustria e Bdi, a tal proposito, ribadiscono “l'importanza della politica di coesione a sostegno della crescita economica e sociale e nella promozione della convergenza e della competitività tra le regioni e i paesi dell'Ue. Secondo le due federazioni, "la fiducia nel progetto europeo potrà essere rafforzato e consolidato mediante azioni di rilancio della competitività dei sistemi produttivi, da attuarsi anche attraverso un più efficace e mirato impiego dei fondi della politica di coesione, con un approccio territoriale forte e con l'obiettivo di potenziare ogni singola regione, aumentando gli investimenti e sostenendo le imprese e la competitività locale”. 

Fra gli interventi prioritari segnalati dagli industriali italiani e tedeschi, ci sono quelli legati alla cooperazione tra Regioni di Stati membri diversi, in particolare tra regioni che hanno specializzazioni "complementari" o attraverso la soluzione di problemi transfrontalieri comuni. 
Secondo Confindustria e BDI sarà necessario concentrare gli interventi "su aree di investimento prioritarie e su pochi, chiari obiettivi da raggiungere, per evitare dispersioni e garantire un reale impatto sui territori, potenziare le sinergie con altri strumenti finanziari e fondi dell'Ue per ottimizzarne l'utilizzo e realizzare un'unica strategia di investimento europeo”. Se l'obiettivo deve essere quello di rafforzare la competitività del complesso dell'economia europea, “tutti gli strumenti devono poter convergere verso il medesimo obiettivo, grazie a regole per quanto possibili coerenti”. Dunque, meno burocrazia e più semplificazione. 

Per Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria, queste linee guida rappresentano “proposte concrete per rendere l'Europa più forte e in grado di rispondere alle sfide della competitività globale”. Per Stefan Mair, membro del comitato esecutivo di Bdi, "il prossimo Quadro finanziario pluriennale deve affrontare nuove sfide per preparare l'industria e le imprese per il futuro: la trasformazione digitale della società e della produzione, la qualificazione della forza lavoro e il finanziamento della ricerca”.

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