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Giovedì, 26 Maggio 2022
Attualità Regno Unito

Ancora 'Partygate' per Johnson, 100 invitati a festa a Downing street nel primo lockdown

Trapelata una email in cui il capo della Segreteria del premier lanciava l'invito per una festa in giardino. Era il maggio 2020, allora i cittadini non potevano ospitare neanche i partner

Ben cento persone invitate a una festa nel giardino del palazzo del primo ministro, mentre il Regno Unito si trovava nel suo primo lockdown e alle persone era vietato anche invitare a casa il proprio compagno o la propria compagna se non convinventi. Boris Johnson è di nuovo nella bufera dopo le rivelazioni imbarazzanti trapelate nella serata di ieri che alimentano le accuse di violazione delle norme sanitarie contro il Covid. A mettere nei guai il leader dei Conservatori questa volta la pubblicazione di un'email da parte di ITV News, inviata dal capo del suo staff a ben 100 persone, in cui le invitava a un “drink con social distancing” dopo "un periodo incredibilmente intenso" allo scopo di “approfittare del bel tempo” nel maggio 2020, nel bel mezzo dell'emergenza.

Dopo le accuse di festeggiamenti nel periodo natalizio, che hanno portato all'apertura di un'indagine interna, erano emersi nei giorni scorsi indizi su una festa avvenuta quasi due anni fa, alla quale avrebbero preso poi circa 40 persone tra cui parte il capo del governo insieme alla moglie Carrie Symonds. A scrivere la missiva online, ora trapelata sui media, il segretario privato di BoJo, Martin Reynolds. "Unitevi a noi dalle 18 e portate da bere", concludeva il messaggio inviato il 20 maggio 2020. Lo stesso giorno della festa Oliver Dowden, allora Segretario di Stato alla Cultura, ribadiva ai cittadini in una conferenza stampa trasmessa proprio da Downing Street: “Puoi incontrare una persona al di fuori della tua famiglia in un luogo pubblico all'aperto, a condizione che tu stia a due metri di distanza".

Interrogato, prima delle ultime rivelazioni sui media, sulla sua presenza alla festa in questione, Johnson si era limitato ad un sorriso imbarazzato. Ieri anche la Metropolitan Police ha chiesto spiegazioni per quella che sarebbe stata una violazione della legge passibile di ammenda. Il ministro della Salute (equivalente di un nostro sottosegretario) Ed Argar, ha affermato di poter capire "che con queste accuse le persone saranno sconvolte e arrabbiate, motivo per cui è giusto che il primo ministro abbia chiesto che quell'indagine indipendente”, lanciata durante le feste natalizie, “fosse completata in fretta, per arrivare ai fatti dietro queste accuse".

La numero due dell'opposizione laburista Angela Rayner ha invitato il capo del governo a "dire la verità", accusandolo di "trascurare" le regole. "Quando stava festeggiando, i lavoratori in prima linea mettevano a rischio la loro vita", ha twittato "e troppi di noi hanno perso i propri cari ai quali non hanno potuto dire addio". Un mese fa, la consigliera per la comunicazione di Johnson, Allegra Stratton, si era dimessa dopo la pubblicazione di un video in cui scherzava su una festa di Natale che avrebbe avuto luogo a Downing Street l'anno scorso. A ciò si è aggiunta la pubblicazione da parte del sito del quotidiano The Guardian a fine dicembre di una foto che ritrae sempre Johnson e collaboratori con formaggio e bicchieri di vino nel giardino di Downing Street, foto scattata sempre durante un lockdown. I servizi delpremier hanno risposto che si trattava di una riunione di lavoro.

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