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Domenica, 26 Maggio 2024
Nuovi alimenti / Francia

Giusto chiamare "hamburger" la carne vegetale? Lo stabilirà un tribunale Ue

I giudici europei decideranno quali espressioni i prodotti vegani possono indicare sulle etichette. La Francia lo vieta dal 2021, ma i vegetariani le hanno fatto causa

Si può commercializzare un prodotto come Hamburger vegano, se non contiene carne? E le alette di pollo vegetariane? A deciderlo saranno i giudici della Corte europea di giustizia, chiamati in causa dal Consiglio di Stato francese. Nel 2021 la Francia ha introdotto un decreto che vieta l'uso di denominazioni con riferimenti alla "carne" per gli alimenti a base vegetale. Il divieto fa seguito dell'adozione della legge sulla "trasparenza delle informazioni sui prodotti agricoli e alimentari" del 2020. Tuttavia, l'Unione vegetariana europea (Evu), insieme ad altre parti hanno intentato una causa contro la decisione del governo francese. Adesso la palla passa alla Corte europea di giustizia per stabilire se sia corretto chiamare hamburger un prodotto a base di legumi. Nell'affrontare la questione cruciale dell'etichettatura dei prodotti alimentari a base vegetale, il Consiglio di Stato francese ha deciso di trasferire alcune parti della causa alla Corte di Giustizia Europea (Cgue). Il processo era stato intentato dall'Unione vegetariana europea (Evu) e dall'Associazione Végétarienne de France (Avf) contro la decisione del governo francese di poter utilizzare riferimenti alla "carne" per prodotti a base di proteine vegetali.

I giudici europei saranno chiamati a rispondere a due quesiti relativi all'uso di nomi per prodotti alimentari contenenti proteine vegetali e il loro potenziale impatto sui consumatori. Innanzitutto la Corte di giustizia europea dovrà chiarire se gli Stati membri possono effettivamente introdurre proprie leggi aggiuntive, come quella introdotta dalla Francia, o se sarà invece necessaria un'armonizzazione a livello Ue che impedisca scelte nazionali autonome. In secondo luogo, nel caso in cui gli Stati membri possano effettivamente introdurre tali leggi, il tribunale con sede in Lussemburgo dovrà stabilire se il decreto francese, nella sua forma attuale, risulti proporzionato al raggiungimento dell'obiettivo di trasparenza per i consumatori.

Il rimando al tribunale europeo viene visto già come una prima vittoria dai vegetariani d'oltralpe. "L'esito di questo procedimento giudiziario avrà implicazioni di vasta portata per l'etichettatura dei prodotti alimentari alternativi alla carne di origine vegetale in tutta l'Unione europea. È fondamentale garantire che i consumatori dispongano di informazioni accurate e trasparenti sui prodotti che acquistano, soprattutto perché la domanda di alternative vegetali continua a crescere", ha dichiarato in un comunicato stampa Ronja Berthold, responsabile delle politiche dell'Unione Vegetariana Europea. La decisione è stata accolta con favore anche dall'associazione dei vegetariani (Avf), precisando: "Ci troviamo in un momento cruciale, non solo per la Francia ma per l'intera Ue. È una cartina di tornasole per diritti dei consumatori che cercano di fare scelte più sostenibili e consapevoli e, quindi, del vero impegno verso la transizione alla sostenibilità".

Solo una volta che la Corte di giustizia europea avrà fornito i chiarimenti richiesti, il Consiglio di Stato francese potrà riprendere il procedimento giudiziario. Si tratta di una sentenza che potrebbe modificare le sorti di numerosissimi prodotti che si stanno diffondendo sia nei supermercati che ne negozi specializzati per venire incontro alle richieste di consumatori che desiderano abbandonare o comunque ridurre il consumo di carne, ma che sono ormai abituati a riconoscere determinati prodotti sulla base di nomi come "bistecche", "salsicce" e "hamburger", anche se gli ingredienti sono esclusivamente legumi e verdure.

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