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Domenica, 16 Giugno 2024
L'accordo / Spagna

Via le esenzioni fiscali alle costruzioni della chiesa, la Spagna recupererà 16 milioni l'anno

Lo stop al privilegio è il frutto di un accordo tra il governo e la conferenza episcopale, resteranno però in vigore le esenzioni sulle imposte su immobili, successione e donazioni

La chiesa cattolica dovrà pagare le tasse in Spagna sulle sue costruzioni, come tutte le altre organizzazioni e i cittadini del Paese. Madrid ha eliminato le esenzioni che riguardavano l'imposta sulle costruzioni, gli impianti e le opere (Icio) e l'imposta sui contributi speciali, e spera di recuperare adesso ogni anno circa 16 milioni di euro in più.

L'eliminazione di questi privilegi fiscali di cui beneficiava la Chiesa cattolica significherà che i comuni potranno raccogliere e disporre di entrate pubbliche che finora non avevano. Il pagamento di entrambe le imposte, che entrano in vigore oggi, interesserà le diocesi (70) e le parrocchie (quasi 23mila), così come gli ordini e le congregazioni. In totale, più di 6mila entità dovranno pagare le tasse. L'eliminazione è stata annunciata dal Segretario di Stato per le Finanze, Jesús Gascón, che ha sottolineato che "la Chiesa cattolica si trova nella stessa situazione di qualsiasi altra istituzione o organizzazione che realizza un profitto".

La soppressione del privilegio, che sarà effettiva a partire da domani, 3 novembre, è il risultato dell'accordo raggiunto tra il governo del socialista Pedro Sanchez e la Conferenza episcopale raggiunto lo scorso marzo. Il patto si sviluppa "nella volontà condivisa tra il Governo spagnolo e la Conferenza episcopale spagnola di equiparare il regime fiscale della Chiesa cattolica a quello delle entità senza scopo di lucro, in conformità con il principio di non privilegio e non discriminazione", secondo un comunicato congiunto dell'Esecutivo e della Chiesa di marzo, quando fu raggiunto l'accordo.

La Chiesa cattolica però continuerà a non pagare tasse sulle sue proprietà, come l'imposta sugli immobili (Ibi), le imposte di successione, donazione e trasferimento, le imposte sulle società, le donazioni e le elemosine, come concordato tra lo Stato e la Santa Sede nel 1979.

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