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Lunedì, 15 Aprile 2024
Diritti

Mutui negati a chi è guarito dal cancro, l'Europa vuole porre fine alle discriminazioni

Strasburgo chiede l'introduzione del diritto all'oblio in tutta l'Ue: oggi solo 5 Paesi lo prevedono. In Italia, la legge ferma al Parlamento

Guarire dal tumore, ma non poter comprare casa o sottoscrivere un'assicurazione. È la discriminazione di cui ancora oggi sono vittime milioni di pazienti che hanno sconfitto il cancro. Succede in Italia, come in gran parte dell'Unione europea. Solo cinque Paesi hanno deciso di contrastare gli ostacoli all'accesso a mutui e altri servizi finanziari, introducendo il cosiddetto "diritto all'oblio". Un diritto la cui introduzione potrebbe diventare presto obbligatoria in tutta l'Ue.

Lo prevede il Piano d'azione sul cancro pubblicato nel 2022 dalla Commissione europea. E lo chiede a chiare lettere una risoluzione del Parlamento Ue, in cui si raccomanda agli Stati di "garantire il 'diritto all'oblio' (con il quale assicurazioni e banche non devono tenere conto della storia clinica delle persone affette da cancro) a tutti i pazienti dell'Ue dieci anni dopo la fine del loro trattamento (e fino a cinque anni per i pazienti a cui il cancro è stato diagnosticato prima dei 18 anni)".

A oggi, una misura del genere è prevista solo in Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo. Parigi è stata la prima a introdurla nel 2016, e l'anno scorso ha ridotto da 10 a 5 anni il termine entro cui la "fedina penale" del paziente guarito dal tumore va ripulita dalla "macchia" di essere stato un malato di cancro, per usare le parole dell'eurodeputata Véronique Trillet-Lenoir. In sostanza, quando si sottoscrive un mutuo o si stipula un'assicurazione sulla vita, a cinque anni dalla fine del trattamento che ha portato alla sua guarigione, l'ex paziente non ha più l'obbligo di segnalare nella sua storia clinica di aver avuto un tumore.

In Italia, c'è un disegno di legge depositato nel 2022 da Laura Boldrini, che ha dato seguito alla campagna "Io non sono il mio tumore" dell'Aiom. "Oggi sono 3,6 milioni i cittadini (in Italia, ndr) che vivono con una diagnosi di cancro. Il 27% di loro è guarito. Il provvedimento legislativo permetterebbe di non essere più considerati pazienti oncologici dopo 5 anni dal termine delle cure se il tumore è insorto in età pediatrica e dopo 10 se ci si è ammalati in età adulta”, dice Giordano Beretta, presidente dell'associazione.

Il testo è fermo al Parlamento, e non sembra procedere a passo spedito. Se non ci penserà la politica italiana, potrebbe essere presto l'Europa a dare a chi ha sconfitto il tumore il diritto di condurre una vita con gli stessi diritti degli altri cittadini. 

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