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Mercoledì, 19 Giugno 2024
La storia / Belgio

Prende a colpi d'ascia l'autista di un'autocisterna: tutta "colpa" dell'inquinamento

L'acqua non è potabile a causa delle sostanze chimiche Pfas, per cui dev'essere trasportata con dei camion. Il viavai di mezzi potrebbe aver infastidito un residente

Un uomo ha attaccato con un'ascia l'autista di un'autocisterna in Belgio. Riuscito a scampare all'agguato, ha sporto denuncia alla polizia locale. La vicenda, secondo gli investigatori, potrebbe essere in qualche modo collegata all'inquinamento da Pfas, le cosiddette "sostanze chimiche per sempre" che stanno sconvolgendo la vita quotidiana dei residenti di alcune piccole cittadine della Vallonia, la regione francofona del Paese.

L'aggressione con un'ascia

L'agguato è avvenuto mercoledì 20 dicembre a Modave, un comune belga non distante da Liegi. Intorno alle 19:30 un residente ha attaccato un veicolo che trasportava l'acqua dalla cittadina di Ramelot al bacino di Marnage. Secondo le prime informazioni raccolte dalla stampa locale, l'uomo è apparso improvvisamente sulla strada per aggredire l'autista e poi colpire la porta della cabina con un'ascia. Riuscito a scampare alla violenza, l'autista con il camion si è recato nella zona di polizia dell'area di Condroz per far constatare i danni, riuscendo anche ad indicare alle forze dell'ordine l'abitazione da cui sembrava provenire il maniaco. Gli agenti si sono quindi recati sul posto per arrestare l'autore dell'aggressione. Gli investigatori stanno ora provando a capire le ragioni del folle gesto, anche sulla base degli avvenimenti che nelle ultime settimane hanno colpito la popolazione della zona dove è avvenuto l'attacco. 

Acqua inquinata da Pfas

In sei villaggi nella zona di Condroz dall'8 dicembre è esplosa una crisi legata all'eccessiva presenza di Pfas, le cosiddette "sostanze chimiche per sempre", capaci di inquinare le risorse idriche per lunghissimi periodi di tempo. L'inquinamento osservato nei bacini idrografici di Armoulin e Marnave ha reso l'acqua inadatta al consumo alimentare per oltre duemila famiglie. Per far fronte all'emergenza l'azienda che gestisce la distribuzione dell'acqua, di nome Iden, ha noleggiato una serie di autocisterne da una società privata per rifornire il bacino della zona con l'acqua "sana" di un territorio adiacente. Per una settimana due camion cisterna hanno circolato 24 ore su 24 tra le cittadine di Ramelot e Outrelouxhe.

Dal 18 dicembre il problema risultava parzialmente risolto, essendo stata installata d'urgenza una tubazione che alimenta direttamente la torre dell'acqua delle cittadine colpite dall'inquinamento. A seguito di una perdita e di problemi di pressione, la società Iden ha dovuto però richiamare d'urgenza due autocisterne per riprendere l'erogazione dell'acqua, in attesa che il problema venisse risolto. A fronte di un nuovo andirivieni di camion i cittadini dei villaggi interessati potrebbero essersi sentiti infastiditi e uno dei residenti potrebbe aver perso la testa, attaccando l'autista dell'autocisterna. Seppure sorprendente, è questa una delle ipotesi al vaglio degli investigatori. 

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