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Mercoledì, 29 Maggio 2024
sale la tensione / Serbia

Attacco armato in Kosovo, un poliziotto è stato ucciso: ecco cosa è successo

Il primo ministro di Pristina, Albin Kurti, ha accusato la Serbia. Risale la tensione tra i due Paesi

Sale la tensione in Kosovo, dopo i violenti scontri seguiti alle contestate elezioni locali di maggio. Nel nord del Paese un poliziotto è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti nel corso di uno scontro a fuoco nella notte con uomini armati. Il grave l'incidente è avvenuto nel villaggio di Banjska, non lontano da Leposavic, uno dei quattro maggiori comuni del nord a maggioranza serba. Il premier kosovaro Albin Kurti ha fermamente stigmatizzato l'attacco armato ai poliziotti, condotto a suo dire da "professionisti del crimine, mascherati e pesantemente armati". L'allerta è alta. Perché stando a quanto sostenuto dal premier kosovaro, sono "ancora in corso attacchi contro la nostra polizia" nel villaggio di Banjska. "Condanniamo questo attacco criminale e terroristico", ha scritto su Facebook il premier.

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"La criminalità organizzata, con il sostegno politico, finanziario e logistico dei responsabili ufficiali di Belgrado, attacca il nostro Paese", ha aggiunto Kurti. Il primo ministro di Pristina punta il dito contro la Serbia, alimentando così uno scontro che dura da decenni. "Si tratta di crimini sostenuti e organizzati dalla Serbia che aggredisce il nostro Paese", ha affermato Kurti, secondo il quale gli uomini armati si sono rifugiati in un monastero serbo ortodosso a Banjska, dove sono circondati dalla polizia kosovara. "Ci sono almeno 30 persone pesantemente armate, professionisti, che io invito ad arrendersi", ha aggiunto il premier che ha mostrato anche alcune foto del gruppo armato all'interno del monastero. Secondo Kurti gli attaccanti, in uniforme, sarebbero entrati in Kosovo a bordo di jeep senza targa, appoggiati da autoblindo.

Il Kosovo è un piccolo Paese dichiaratosi indipendente nel 2008 e tuttora non riconosciuto come tale dalle istituzioni serbe. La popolazione di etnia serba è una minoranza nel Paese guidato attualmente da Kurti, ma la maggioranza in alcune cittadine del nord del Kosovo, dove c’è da anni tensione tra cittadini e polizia kosovara. 

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Cosa è successo

La dinamica dei fatti è stata resa nota dalla polizia locale, che ha spiegato che una pattuglia di agenti è intervenuta dopo una segnalazione su un blocco stradale all'ingresso del villaggio di Banjska: su un ponte erano stati posti due camion privi di targa che rendevano impossibile il passaggio. Subito dopo il loro arrivo al posto di blocco, contro la pattuglia di polizia è stato aperto il fuoco da diverse posizioni e con l'uso anche di bombe a mano. Gli agenti hanno risposto al fuoco, ma il bilancio della sparatoria è stato pesante. Tre poliziotti sono stati colpiti e uno di loro è morto poco dopo in ospedale. Gli altri due sono stati dichiarati fuori pericolo.

Il premier Kurti ha detto che il governo e tutte le istituzioni statali del Kosovo sono impegnati a rispondere e a combattere la criminalità e i "terroristi" legati a Belgrado. La presidente kosovara, Vjosa Osmani, ha parlato di un episodio pianificato da bande criminali serbe. "Oltre alla severa condanna di questa aperta aggressione della Serbia nei confronti del Kosovo, mi aspetto che i nostri alleati sosterranno Pristina nel suo sforzo di imporre legge e ordine e preservare la sovranità in ogni parte del Kosovo", si legge in un comunicato della presidenza. L'episodio, secondo analisti politici, è destinato ad accentuare le tensioni interetniche che persistono da mesi nel nord del Kosovo, oltre a rinfocolare le accuse reciproche tra Pristina e Belgrado. 
 

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