"Ue certifica truffe sul diesel, favore a auto tedesche": M5s contro le esenzioni sulle emissioni

Polemica a Bruxelles per l'ok del Parlamento al testo che consente di innalzare i limiti di ossido di azoto per i veicoli Euro5 ed Euro6. Secondo i 5 stelle è un modo per aggirare la legge europea sui test di omologazione, varata dopo lo scandalo Dieselgate

Incertezza statistica o favore all'industria automobilistica europea (e tedesca in particolare)? Per il Movimento 5 stelle non ci sono dubbi: la proposta della Commissione europea di reintrodurre delle esenzioni sui limiti di emissioni per i motori diesel Euro5 ed Euro6 in condizioni di guida reali è un regalo alle lobby dell'auto. Per questo, gli eurodeputati della delegazione M5s a Bruxelles hanno votato contro il via libera al testo dato dal Parlamento Ue. 

“Sulle emissioni di automobili e furgoni Euro5 e Euro6, abbiamo tenuto la barra dritta - dice la parlamentare 5 stelle Eleonora Evi - Ecco perché abbiamo votato contro l’introduzione dei cosiddetti fattori di conformità". Di cosa si tratta? Per spiegarlo occorre fare un passo indietro e rispolverare il Dieselgate, lo scandalo che a partire dal 2015 ha convolto alcuni produttori, tra cui Volkswagen e Audi, che grazie a un appositivo meccanismo hanno falsificato i dati sulle emissioni di ossido di azoto (NOx) di alcuni loro veicoli, consentendo così di farli rientrare nei limiti di legge o comunque di farli certificare come 'a basse emissioni". 

Lo scandalo ha avuto e sta avendo risvolti giudiziari in tutto il mondo, soprattutto negli Usa. In Europa, il dibattito politico si è concentrato sulla questione dei test in laboratorio con cui vengono calcolate le emissioni medie delle vetture prima di venire immesse sul mercato: tali test non darebbero adeguate rassicurazioni sulla conformità tra i risultati in laboratorio e le emissioni su strada. E così la Commissione europea ha messo a punto dei nuovi test in condizioni di guida reali che dovrebbero impedire nuovi Dieselgate. 

Il problema, secondo i 5 stelle, è che fatta la legge, sarebbe stato trovato anche il modo per aggirarla quando si tratta dei motori più a rischio sforamento dei limiti, quelli Euro5 ed Euro6. Bruxelles ha infatti proposto di applicare a tali veicoli i cosiddetti "fattori di conformità", che di fatto innalzano l'asticella dei limiti sulle emissioni di NOx. Il motivo? Secondo la Commissione, rispetto ai test in laboratorio, quelli in condizioni di guida reale sono soggetti a un margine di errore per via delle incertezze tecniche dei sistemi portatili di misurazione delle emissioni (Portable Emission Measurement Systems - PEMS) attualmente sul mercato."Dobbiamo essere realistici sulla discrepanza tra le emissioni misurate in laboratorio e quelle misurate in condizioni reali di guida, tenendo conto delle incertezze statistiche e tecniche legate a queste misurazioni", ha spiegato la deputata olandese Esther De Lange, che ha curato la posizione del Parlamento sul testo. 

Di diverso avviso il M5s, secondo cui i fattori di conformità sono solo un regalo all'industria auto. "Questi moltiplicatori sono stati già bocciati dal Tribunale dell’Unione europea perché non farebbero altro che permettere delle emissioni sensibilmente più alte rispetto a quanto stabilito per legge - dice Evi - Senza contare che, come ricorda lo stesso Tribunale, è alquanto sorprendente che, dal 2011, data di inizio dei lavori sul test RDE (Real Drive Emission) la Commissione non sia stata in grado di mettere a punto un test efficace e standardizzato. È chiaro che si tratta di escamotage per nascondere le responsabilità dei costruttori di auto. È un favore all’industria tedesca e non solo,.Un gravissimo attentato alla salute dei cittadini, tutto a vantaggio delle case automobilistiche", conclude.

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Nel testo votato dal Parlamento, si chiede comunque che tali fattori vengano eliminati del tutto entro il 30 settembre 2022. Fino ad allora, essi potranno venire abbassati gradualmente "sulla base delle valutazioni scientifiche del Centro comune di ricerca", spiega De Lange. 

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