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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Ambiente

“Proteggere il pianeta, non i profitti”: i leader dei Paesi poveri bocciano il G20 e sperano nella Cop26

Anche il padrone di casa Boris Johnson avverte: “A Glasgow per evitare il fallimento”. Ecco i cinque obiettivi della Conferenza sul clima

Assenza di impegni chiari sul clima e scarsa attenzione per i Paesi più poveri e vulnerabili. Queste sono le principali critiche mosse ai leader del G20 all’indomani del summit di Roma da parte dei rappresentanti del cosiddetto Sud del mondo. I Paesi a basso reddito e in via di sviluppo rimproverano i più ricchi della Terra di aver dato troppa importanza all’opinione delle lobby dei combustibili fossili e si dicono “estremamente preoccupati” dall’esito della Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si apre oggi a Glasgow. Un timore condiviso da un insospettabile leader occidentale che si è trovato clamorosamente d’accordo con i poveri del pianeta. 

La preoccupazione di Johnson

“I maggiori responsabili delle emissioni storiche e attuali non stanno ancora facendo la loro parte”, ha dichiarato ieri a sorpresa il premier britannico Boris Johnson. Mentre gli altri leader occidentali cantavano vittoria per l’accordo raggiunto a Roma, il capo del governo di Londra ha avvertito: “Se vogliamo evitare che Cop26 sia un fallimento, questo deve cambiare. E devo essere chiaro, che se fallisce Glasgow, allora fallisce l'intera faccenda. L'accordo di Parigi andrà in frantumi alla prima prova dei fatti”. Il riferimento è a quanto concordato nel 2015 nella capitale francese, cioè il contenimento del riscaldamento climatico a un massimo di 1,5 gradi centigradi per il secolo in corso. 

La voce dei Paesi in via di sviluppo

“Sembra che supereremo la soglia di 1,5°C e siamo molto preoccupati per questo. Per noi è una questione di sopravvivenza”, ha detto prima dell’inizio della Cop26 il primo ministro di Antigua e Barbuda, Gaston Browne, attuale presidente dell'Alleanza dei piccoli Stati insulari. L’organismo intergovernativo che unisce 39 Stati membri viene citato dai giornali internazionali, come il Guardian, per la sua sensibilità ai mutamenti ambientali e del clima che riguardano i piccoli Paesi insulari. “Siamo qui per salvare il pianeta, non per proteggere i profitti”, ha aggiunto Browne, che ha puntato il dito contro “aziende e lobby multinazionali molto potenti” capaci di influenzare i leader mondiali e di lasciare in secondo piano gli obiettivi della Cop26. Anche per Sonam Wangdi, presidente del gruppo dei Least Developed Countries, i 47 Paesi meno sviluppati, “i progressi fatti finora non sono sicuramente sufficienti”. Il gruppo che rappresenta più di un miliardo di persone a livello globale ha rimproverato i Paesi più ricchi per le loro responsabilità storiche sul clima. “Noi abbiamo fatto la nostra parte - ha aggiunto Wangdi - e abbiamo contribuito meno al problema”.

Gli obiettivi della Cop26

La Conferenza dovrà innanzitutto dare seguito agli impegni siglati a Parigi sei anni fa e spiegare come si riuscirà ad evitare il riscaldamento climatico mettendo da parte, ad esempio, la produzione energetica da fonti fossili. Diversi osservatori vedono proprio l’abbandono del carbone come il secondo obiettivo della Cop26. La terza priorità sarà quella di alzare l’asticella dell’azione sul clima dal momento che, secondo le attuali proiezioni, la temperatura media potrebbe salire ben al di sopra dei 2 gradi da qui al 2100 (alcuni studi prevedono un aumento di 2,7 gradi). Il quarto obiettivo della Conferenza è quello di mettere nero su bianco un maggiore impegno da parte dei Paesi che inquinano di più affinché mettano in moto la transizione non solo delle loro economie, ma anche quella degli Stati con limitate capacità d’investimento. L’ultima priorità della Conferenza è infatti la firma dei leader sull'atto di nascita di un sistema annuale di contribuzione dei Paesi ricchi a favore di quelli poveri pari ad almeno 100 miliardi di dollari l’anno. Senza risorse a disposizione, la transizione delle aree meno sviluppate del mondo rimane pura fantascienza.

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