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Sabato, 13 Aprile 2024
Vacanze al fresco

Come sta cambiando il turismo in Europa a causa del Climate change

Incendi e temperature record possono spingere i viaggiatori verso mete a basso costo e con meno afa, meglio se raggiungibili con trasporti pubblici o visitabili in bici

Prima abbiamo visto i turisti immergersi nelle fontane di Roma per le temperature atroci, poi intere famiglie con le valigie in mano scappare lungo le strade di Rodi inseguite dalle fiamme; a seguire i roghi in Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Quelle che dovevano essere delle vacanze per molti si stanno trasformando in degli incubi a causa delle conseguenze dei cambiamenti climatici. E siamo ancora all'inizio. L'Italia è uno dei Paesi simbolo di questa situazione, spaccata in due tra chicchi di grandine come palline da tennis e incendi che mietono vittime anche tra i forestali, distrutti da orari di lavoro e temperature massacranti. Eppure c'è chi ancora nega il disastro dei cambiamenti climatici e le difficoltà che i visitatori possono incontrare nel corso della loro permanenza nei luoghi colpiti in Europa.

Il giornale europeo Politico ha evidenziato ad esempio l'approccio della ministra del Turismo greco Olga Kefalogianni, che ha sminuito la minaccia, sottolineando che solo una "piccola parte" dell'isola di Rodi era stata colpita dagli incendi, nonostante le fiamme continuassero ad espandersi. Approccio simile a quello adottato dalla sua omologa italiana Daniela Santanché, che ha voluto rassicurare con parole che hanno il gusto del negazionismo climatico, definendo "fisiologiche" le alte temperature in questa stagione. Se non vogliamo che l'era del turismo in Italia e in Europa del sud in generale "volga al termine", come ha predetto un ministro tedesco, bisognerà orientare diversamente i viaggiatori, che già sembrano ipotizzare mete diverse e più sostenibili, anche in termini di temperature.

Fattore "fresco"

Quest'anno il Belpaese ha assistito ad un boom di turisti stranieri: +43% con 8,7 milioni in più di presenze rispetto allo scorso anno solo negli alberghi, mentre nei B&b e negli agriturismi sono arrivati 3,6 milioni di arrivi stranieri. Oltre 400mila le presenze dall'estero nei camping e simili. Le cifre record sono dovute anche al confronto con il calo clamoroso delle ultime tre stagioni estive (2020 – 2022), segnate dalle limitazioni e dai timori connessi alla pandemia e ai suoi strascichi. Se le località di mare e le città d'arte restano in pole position nelle preferenze sia dei visitatori italiani che di quelli esteri, le scelte stanno mutando, seppur lentamente e in modo intuitivo più che strategico. Fino ad ora ad attrarre i visitatori, soprattutto quelli del centro e del nord Europa erano le temperature calde e miti offerte dalla spiagge del Mediterraneo.

Con i picchi di 46 gradi raggiunti in questi giorni, la ricerca del "fresco" potrebbe diventare progressivamente un fattore di scelta incisivo, soprattutto nei mesi estivi. Lo conferma anche uno studio della European Travel Commission, pubblicato ad inizio luglio. L'Europa ha recuperato circa il 95% del flusso turistico pre-pandemia. Le persone hanno voglia di viaggiare, muoversi, scoprire o semplicemente rilassarsi fuori da casa dopo le pesanti costrizioni subite a causa del Covid. Se per gli spostamenti all'interno vecchio continente gli europei continuano a privilegiare Italia, Francia e Olanda, alcune nuove tendenze stanno emergendo.

Mete in ascesa

Al momento delle interviste (marzo 2023), solo il 7% dei viaggiatori europei ha affermato che le condizioni meteorologiche estreme erano la loro principale preoccupazione legata alle vacanze. Ma nessuno, tranne forse gli scienziati, prevedeva scene come quelle viste nell'ultima settimana. Dal 2024 ci potrebbe essere una consapevolezza più diffusa, anche se sin da quest'anno una parte degli europei ha iniziato a guardarsi intorno in base a due fattori chiave: buon rapporto qualità-prezzo e luoghi dai climi più miti. Tra le destinazioni in grado di superare i livelli pre-pandemia per arrivi di turisti stranieri figurano ad esempio la Serbia (+27%), la Bulgaria (+21%) e il Montenegro (+12%). Quest'ultimo, nonostante le piccole dimensioni, sta assistendo ad un boom incredibile, soprattutto grazie ai turisti francesi, dopo la fuga di quelli russi.

Scommessa montenegrina

A risultare vincente sta risultando la campagna ormai decennale dell'Ufficio nazionale del turismo, che promuove il piccolo Paese balcanico come la meta ideale per viaggi ecologici, dove nel giro di pochissimo tempo si può passare da un bagno sulle spiagge dell'Adriatico ad un trekking sulle vette del Durmitor o ad un giro in canoa sul lago Scutari. Pur essendo nella realtà molto in ritardo su tanti aspetti dell'ecologia, lo slogan Wild Beauty (Bellezza selvaggia) accompagnato da immagini di vette solitarie funge da potente attrattiva. Una crescita turistica importante da segnalare è quella della Turchia; ad incidere in questo caso è soprattutto un'inflazione galoppante che ha indebolito la Lira e permette agli europei di viaggiare a prezzi ben più contenuti di quelli proposti altrove.

Nuove abitudini

In un sondaggio Eurobarometro del 2021 la stragrande maggioranza degli intervistati (82%) ha dichiarato di essere pronto a cambiare le proprie abitudini di viaggio per essere più sostenibili. Tra le "promesse" figura in cima il consumo di prodotti locali (55%), la riduzione di immondizia (48%) e l'andare in vacanza in periodi diversi dall'alta stagione (41%). Quest'ultimo dato potrebbe incidere per definire nuove stagionalità, con le località di mare che stanno già diventando più ambite anche nei mesi di aprile / maggio, ma soprattutto ottobre e novembre, quando le acque sono ben calde grazie al sole accumulato nel corso dell'estate. Mentre l'ambiente naturale figura al secondo posto nei fattori che i turisti valutano come decisivi nelle scelte di viaggio (al primo posto c'è l'offerta culturale), restano più indietro fattori "ecologici" tout-court, come l'offerta di pratiche eco-sostenibili (15%) e il fatto che le destinazioni sia raggiungibili tramite trasporti a basso impatto ambientale come il treno (11%).

Più treni più ferie

Nel campo dei trasporti, la crescente consapevolezza sociale dell'impatto dei voli (sia nazionali che internazionali) sta comunque progressivamente cambiando sia il comportamento dei consumatori che quello delle aziende. Un numero crescente di imprese in Gran Bretagna, già un centinaio quelle riunite intorno all'iniziativa Climate Perks, sta garantendo due giorni di ferie in più all'anno per i dipendenti che optano per viaggi a bassa impronta di carbonio favorendo viaggi in treno, autobus, traghetti o car pooling per andare in vacanza. Una strategia per incoraggiare ad abbandonare gli aerei e favorire gli spostamenti soprattutto in treno, anche sulla spinta di una certa visione romantica dell'esperienza di viaggio sui binari.

In attesa dei cinesi

A questo proposito, il rapporto della European commission travel ha notato anche come proceda al rallentatore la ripresa dei viaggi dei tedeschi, in particolare di quelli aerei. Secondo i redattori del report si attende un miglioramento nel corso di quest'anno grazie al lancio di nuove rotte, tra cui figurano quelle per Belfast e l'Islanda. Anche in questo caso mete caratterizzate da temperature più accettabili, almeno in estate. Lo studio mette in luce anche i fattori geopolitici. Mentre gli statunitensi sono tornati a viaggiare in maniera simile ai livelli pre-pandemici e adorano l'Europa come meta, grazie anche ad un dollaro forte, si attende ancora il ritorno dei cinesi. "La Cina era il più grande mercato di origine per la spesa turistica internazionale prima della pandemia e ha contribuito maggiormente alla crescita della spesa di viaggio dal 2010 al 2019", si legge nel report.

Si tratta di un tipo di turismo a lungo raggio, che avviene principalmente in gruppi organizzati e che obbliga a spendere di più. Una manna per gli operatori di viaggio che fremono in attesa del loro ritorno, ma Pechino non si è ancora ripresa del tutto dalla crisi pandemica. I suoi viaggiatori sono ostacolati anche dal conflitto in Ucraina, che rende molto più complessi gli spostamenti aerei tra l'Asia e l'Europa. La guerra tra Mosca e Kiev sta avendo un peso importante anche sul turismo dei paesi dell'Est: in Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia il calo degli arrivi è ben al di sotto della media di tutte le destinazioni segnalate. Secondo gli operatori turistici di questi Paesi l'incertezza derivante dalla guerra in corso frena la fiducia dei viaggiatori nel recarsi in questi territori così prossimi agli scontri militari.

Rivalutare le Terre Alte

Da questo quadro si intuisce come non sarà facile continuare ad attrarre e trattenere i viaggiatori se non si diversificano le mete, incentivando modi di viaggiare alternativi e promuovendo itinerari votati alla sostenibilità. I numeri di quest'anno sono stati molto positivi e lasciano una sensazione di ottimismo, ma si tratta di capire se il livello di fiducia riposto dai turisti nel nostro Paese proseguirà anche dopo quest'estate di fuoco. Mentre la strategia del governo insegue slogan come quelli della discussa campagna Open to Meraviglia, dal basso già si muovono idee e progetti volti a valorizzare territori e percorsi meno battuti e che potrebbero rivelarsi una preziosa risorsa nell'era dei cambiamenti climatici.

Pensiamo ad esempio a Va'Sentiero, il progetto che ha riportato in auge il cosiddetto Sentiero Italia mostrando le tante sfaccettature delle montagne italiane. In una serie di viaggi tra il 2019 e il 2021, l'iniziativa ha mostrato bellezze, paesaggi, tradizioni e culture delle cosiddette Terre Alte, nonché le difficoltà dei suoi abitanti spesso dimenticati ed isolati. Il sito e le pagine social mettono in luce percorsi tra boschi, foreste, gole, vette e rifugi in aree che si prestano sempre più come valide alternative per vacanze immerse nella natura e lontani, per quanto possibile, dall'afa. La cura di questi luoghi, come ad esempio la pulizia dei sentieri, diventa però essenziale per far muovere in sicurezza i viaggiatori, per evitare che nell'intento di scappare dal caldo non si ritrovino in un burrone.

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