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Sabato, 20 Aprile 2024
Pesticidi

"Il glifosato connesso all'aumento dell'autismo", l'accusa nei confronti di Bayer-Monsanto

L'azienda è stata denunciata per aver nascosto studi sui rischi dell'erbicida per le donne incinte e i neonati. In vista del rinnovo dell'autorizzazione una coalizione la trascina in tribunale

Valutazioni errate, falsificazione dei dati e mancata presentazione di studi determinanti, che dimostrerebbero la neurotossicità e il potenziale cancerogeno del glifosato in particolare per le donne incinte. In particolare potrebbe avere un impatto sull'incremento dei disturbi legati all'autismo. Questa l'accusa lanciata da una coalizione di organizzazioni europee, che hanno presentato il 27 settembre un esposto alla Procura di Vienna, in cui si rivela che il consorzio di produttori di pesticidi, guidato da Bayer-Monsanto, ha "travisato e nascosto prove critiche riguardanti gli effetti negativi sulla salute del glifosato durante il processo di approvazione". Le associazioni avevano già presentato una prima denuncia nel 2019, le cui indagini sono ancora in corso. Il prodotto è nell'occhio del ciclone da anni e a breve l'Unione europea dovrà decidere se rinnovare o meno la sua autorizzazione per altri cinque anni. Il voto da parte degli Stati membri è previsto il 12 ottobre e potrebbe segnare un capitolo decisivo nella gestione della salute delle persone e dell'ambiente a livello europeo.

Dati lacunosi

Scaduta lo scorso anno, la domanda di autorizzazione per il glifosato è stata estesa in maniera provvisoria fino a fine dicembre 2023, per attendere la valutazione del rischio da parte dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). A inizio luglio l'Efsa ha stimato che il pesticida "non desta preoccupazione". Nello specifico l'Autorità ha scritto che "la valutazione dell'impatto del glifosato sulla salute dell'uomo, degli animali e dell'ambiente non ha individuato aree critiche di preoccupazione". Al tempo stesso ha fatto notare che ci sono "alcune lacune di dati", che non hanno permesso di arrivare a determinate conclusioni o comunque delle questioni sono rimaste in sospeso. L'associazione Global 2000 e altre organizzazioni che fanno parte della European Pesticide Action Network, tra cui l’italiana Isde - Associazione Medici per l’Ambiente, hanno rivelato che questa carenza o cattiva interpretazione delle informazioni disponibili sia una conseguenza diretta dell'operato della Bayer e di altre aziende produttrici, che in questo modo avrebbero influenzato la valutazione del rischio condotta dalle autorità europee.

Rischi per la salute delle donne incinte e dei neonati

La Bayer, che ha acquisito la statunitense Monsanto, avrebbe ignorato e nascosto una serie di dati e informazioni chiave. In base al Regolamento Ue sui pesticidi, spetta ai produttori il compito di segnalare tutti gli studi sugli effetti potenzialmente dannosi delle sostanze oggetto delle domande di autorizzazione. Nella lista devono essere compresi sia gli studi da loro commissionati che quelli tratti dalla letteratura scientifica. Secondo i ricorrenti, nell'attuale richiesta di autorizzazione la Bayer avrebbe omesso la maggior parte delle pubblicazioni in grado di indicare effetti dannosi sul sistema nervoso (neurotossicità) del glifosato. In particolare mancherebbe uno studio epidemiologico sui ratti, che ha riscontrato un aumento del rischio di disturbi dello spettro autistico nei bambini le cui madri erano state esposte al glifosato durante la gravidanza o nel primo anno di vita.

Impatto sullo sviluppo dei neonati

Nello specifico due scienziati svedesi hanno denunciato che uno studio sulla neurotossicità dello sviluppo (studio Dnt) commissionato da un membro del consorzio, la multinazionale Syngenta, è stato "nascosto" alle autorità dell'Ue. Questa ricerca, sostengono le organizzazioni, ha mostrato un significativo deterioramento comportamentale nei ratti giovani quando le loro madri erano state esposte al glifosato durante la gravidanza. In particolare è stata rilevata una riduzione della capacità motoria (fino al 76% in meno). Gli effetti avversi identificati si sono verificati a una dose di esposizione all'erbicida attualmente considerata "sicura" dalle autorità dell'Ue. Gli scienziati hanno sottolineato che questo studio è stato ritenuto "accettabile a fini normativi" dall'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente (Epa), anche se non costituisce una "linea guida", a causa della carenza di altri dati. Lo stesso non è avvenuto a livello europeo.

Secondo i ricorrenti, lo studio sulla neurossicità ignorato dal consorzio dei produttori avrebbe il potenziale per "far saltare in aria" le valutazioni sul rischio del glifosato. "Mostra effetti dannosi ad una dose attualmente considerata sicura dalle autorità", ha affermato Helmut Burtscher-Schaden, biochimico presso Global 2000: "La tardiva presentazione di questo studio, tuttavia, ha messo le autorità europee in un dilemma. Se riconoscessero lo 'studio Dnt' come 'accettabile ai fini normativi', ciò capovolgerebbe la loro precedente valutazione tossicologica umana, con una riduzione significativa dei valori di riferimento sanitari per l’esposizione alimentare e professionale al glifosato". Secondo il biochimico le autorità europee hanno scelto la via più semplice, reputando questa ricerca "inaccettabile" e "non rilevante" per non mettere in discussione le conclusioni a cui erano arrivate fino ad allora.

Fattori ambientali aumentano il rischio di autismo

In relazione all'incremento del rischio di autismo si è espresso il professor Giovanni Ghirga, pediatra e membro del comitato scientifico di Isde Italia, che ha riferito di un incremento significativo in Europa, dove ormai in media un bambino su 48 nasce con questo disturbo del neurosviluppo. La media italiana è migliore, con un bambino su 77, ma i dati destano comunque grave preoccupazione, in particolare se si guarda agli Stati Uniti dove negli anni 2000 "un bambino su 150 era affetto da autismo. Oggi l'incidenza è aumentata tantissimo, arrivando a colpire una persona ogni 36 nascite", ha ricordato il medico. "È un 'emergenza abbassare il fattore di rischio", ha spiegato Ghirga ad EuropaToday. "Nell'autismo si parla spesso del fattore genetico, ma i fattori genetici giustificano solo il 35/40% dei casi, il resto deriva da fattori ambientali.

Questo significa che l'influenza dell'ambiente è determinante nella diffusione dello spettro autistico", ha evidenziato il pediatra. "Il Parlamento Europeo si è ufficialmente impegnato a proteggere i diritti delle persone che vivono con il disturbo dello spettro autistico. Spetta ora alla Commissione europea affermare la posizione del Parlamento europeo vietando sostanze come il glifosato, che secondo gli studi potrebbe aumentare il rischio di autismo, probabilmente a causa degli effetti sul microbiota intestinale", ha dichiarato il medico. Ghirga ha ricordato come siano necessarie ulteriori ricerche per migliorare la comprensione delle potenziali associazioni, ma "finché questi ulteriori studi non saranno completati, il principio di precauzione dovrebbe guidare le azioni in questo settore", ha sottolineato il medico.

Indagini contro Bayer-Monsanto dal 2019

La battaglia legale ingaggiata nei confronti di Bayer-Monsanto non è inedita. Un'altra denuncia era stata presentazione il 17 luglio 2019 da parte dell'avvocato Josef Unterweger per conto di Global 2000, Pan Europe, Generations Futures e Pan Germany. In questo caso i denuncianti avevano descritto dettagliatamente il sospetto che l'allora Monsanto già durante il precedente processo di autorizzazione avesse travisato o omesso di divulgare dati e risultati di studi sfavorevoli per nascondere i rischi per la salute associati al glifosato, venduto col nome commerciale di Roundup. "Questo approccio sembra essere ripetuto nell'attuale processo di approvazione", ha dichiarato alla stampa Unterweger. Come prova, l'avvocato ha presentato le e-mail interne della Monsanto, che dimostrerebbero come la multinazionale abbia commissionato nel 2002 uno studio per convincere le autorità di regolamentazione tedesche che la loro ipotesi di assorbimento cutaneo del glifosato fosse troppo elevata.

Quando il rapporto intermedio di questo studio ha però rivelato un valore significativamente più alto rispetto a quanto ipotizzato dalle autorità, la Monsanto avrebbe immediatamente interrotto lo studio, temendo che i risultati avessero il potenziale di "far saltare in aria la valutazione del rischio Roundup". Nel 2022 Bayer ha visto le vendite di erbicidi aumentare del 44%, con un importante aumento del fatturato, sia grazie alle conseguenze della guerra in Ucraina che a un rallentamento nella produzione da parte dei fornitori cinesi. Quando i concorrenti sono tornati sul mercato nel 2023 i prezzi di questi pesticidi sono crollati. Bayer ha già speso milioni di euro per le cause legali connesse ai suoi diserbanti a base di glifosato, in particolare negli Stati Uniti.

Necessità di una messa al bando collettiva

La decisione sul rinnovo per altri cinque anni è attesa per il 12 ottobre e spetta agli Stati membri assumerla sulla base delle valutazioni di rischio presentate dalle autorità competenti. L'Austria ha già dichiarato che si opporrà, la Germania potrebbe seguire la stessa strada, ma secondo le organizzazioni ambientaliste questa opzione è ardua da perseguire. "È possibile che singoli Paesi lo vietino, come ha spiegato la corte del Lussemburgo (Corte europea dell'Unione europea, ndr), ma è importante avere un divieto europeo. È una responsabilità dell'Unione proteggere la salute e l'ambiente dei cittadini", ha affermato nel corso di una conferenza stampa Angeliki Lysimachou di Pan Europe. Le possibili complicazioni del divieto statale le ha spiegate Helmut Burtscher-Schaden: "In Austria il Parlamento ha deciso anni fa di vietare il glifosato, ma le aziende produttrici hanno presentato alla Commissione una decisione di notifica per opporvisi sulla base dell'esistenza di una decisione armonizzata a livello Ue e sul principio del libero scambio negli Stati membri. La decisione dei parlamentari austriaci non è diventata concreta", ha ricordato il biochimico, concludendo: "In definitiva solo una messa al bando a livello europeo costituirebbe un'autentica garanzia per la salute dei cittadini".

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