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Venerdì, 19 Aprile 2024
Risultati scientifici

Efsa sul glifosato: "Non desta preoccupazione", ma c'è un rischio elevato in metà degli usi proposti

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare diffonde le prime conclusioni sull'erbicida. Mancano però dei dati, in particolare in materia di ecotossicologia

Rassicurante e ambiguo al tempo stesso. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha appena rilasciato il suo comunicato sull'esito della valutazione d'impatto relativo ai rischi connessi al glifosato. Dopo un lungo processo e migliaia di studi scientifici analizzati, l'Autorità scrive che "la valutazione dell'impatto del glifosato sulla salute dell'uomo, degli animali e dell'ambiente non ha individuato aree critiche di preoccupazione". Al tempo stesso l'Efsa fa notare che ci sono "alcune lacune di dati", che non hanno permesso di arrivare a determinate conclusioni o comunque delle questioni sono rimaste in sospeso. Nella nota, si precisa inoltre che "un rischio elevato a lungo termine per i mammiferi in 12 dei 23 usi proposti". Solo in un secondo momento, a luglio 2023, l'ente pubblicherà integralmente sul proprio sito web le sue conclusioni.

Erbicida in attesa di autorizzazione

Il glifosato è una sostanza chimica utilizzata in diversi prodotti erbicidi e il suo uso in Europa è soggetto a una rigida regolamentazione. Questa sostanza da anni è al centro di un ampio dibattito per la sua sospetta cancerogenicità e i rischi per l'ambiente collegati al suo uso in agricoltura. L'autorizzazione è scaduta nel dicembre del 2022, ma grazie ad una proporoga della Commissione europea, il suo uso è possibile nell'Ue fino al 15 dicembre 2023. Nel 2022, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) aveva già effettuato una valutazione del pericolo del glifosato, concludendo di non poterlo classificare come "sostanza cancerogena, mutagena o reprotossica".

Valutazione del rischio

L'Efsa nel frattempo è stata incaricata dagli Stati membri di effettuare una valutazione del rischio ed una successiva revisione paritetica nell'ambito del processo legale per il rinnovo dell'approvazione del suo utilizzo in Europa. Nel comunicato stampa diffuso il 6 luglio l'Efsa ha innanzitutto chiarito di non aver individuato "aree critiche di preoccupazione" per la salute di esseri umani ed animali, né per l'ambiente. D'altra parte, ha chiarito che ci sono alcune lacune e che spetta alla Commissione europea e agli Stati membri di rimediare nelle prossime fase previste per il processo di autorizzazione. La revisione della valutazione è stata condotta dalle autorità di quattro Stati membri, che in maniera congiunta agiscono come "Stati membri relatori". Si tratta di Francia, Olanda, Svezia e Ungheria.

Lacune

Per quanto riguarda le lacune che non hanno permesso all'Efsa di giungere a delle conclusioni, figurano: la valutazione di una delle impurità presenti nel glifosato, la valutazione del rischio alimentare per i consumatori e la valutazione dei rischi per le piante acquatiche. Per quel che concerne le "questioni in sospeso", risulta anche la mancanza di informazioni sulla tossicità di uno dei componenti presenti nella formulazione di pesticidi a base di glifosato presentata per la valutazione. Senza questi dati, sottolinea l'Efsa, non è possibile concludere la valutazione del rischio della formulazione per gli usi "rappresentativi". "Per questa formulazione non ci sono indicazioni di tossicità acuta e genotossicità", si legge nella nota dell'ente scientifico.

Per quanto riguarda la biodiversità, gli esperti riconoscono che "i rischi associati agli usi rappresentativi del glifosato sono complessi e dipendono da molteplici fattori". In questo campo mancano però "metodologie armonizzate" e "obiettivi di protezione specifici concordati". Le informazioni disponibili non hanno quindi consentito di trarre conclusioni definitive su questo aspetto. "I gestori del rischio", precisa l'Efsa, "possono prendere in considerazione misure di mitigazione". Rischio elevato per determinati usi Infine il passaggio del comunicato che desta maggiori preoccupazioni, quello dell'ecotossicologia, cioè quella branca della tossicologia che quantifica gli effetti dei fattori di stress sulle tutti coloro che abitano un ecosistema, dal livello molecolare ad intere comunità. In questo ambito in base ai dati disponibili, la valutazione "ha identificato un rischio elevato a lungo termine per i mammiferi in 12 dei 23 usi proposti del glifosato". Nella nota diffusa non sono stati però precisati quali siano questi utilizzi a rischio.

Processo lungo e complesso

Come ricordato dall'Efsa, la valutazione del rischio e la revisione paritaria del glifosato racchiudono il lavoro di decine di scienziati, sia dell'Autorità stessa, sia di quelli che fanno capo agli Stati membri. Il processo, durato oltre tre anni, include diverse migliaia di studi e articoli scientifici, "incorporando anche i preziosi contributi raccolti durante la consultazione pubblica", secondo quanto dichiarato nel comunicato da Guilhem de Seze, il capo del dipartimento Produzione della valutazione del rischio. Una volta che verrà completato tutto il processo, l'Efsa pubblicherà integralmente sul proprio sito web le proprie conclusioni, inclusi tutti i documenti di riferimento relativi alla revisione paritetica e alla valutazione del rischio. La pubblicazione delle conclusioni è prevista per la fine di luglio 2023, mentre la pubblicazione dei documenti di riferimento, che contano diverse migliaia di pagine, è prevista tra la fine di agosto e la metà di ottobre 2023.

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