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Martedì, 23 Aprile 2024
Armamenti

In Europa ci sono 35 milioni di armi da fuoco illegali

Approvato un nuovo regolamento Ue che punta a offrire maggiore sicurezza e trasparenza per combattere terrorismo e criminalità organizzata. Il relatore Lange: "Al momento controlli inadeguati"

In Europa ci sono 35 milioni di armi da fuoco detenute illegalmente, si tratta di circa il 56% del totale. Altre 630mila sarebbero invece state smarrite rubate. Un quadro poco rassicurante perché queste armi potrebbero trovarsi o finire nelle mani di criminalità organizzata o terroristi. Per questo l'Unione europea ha deciso di dare un giro di vite al commercio degli armamenti. Grazie all'accordo raggiunto oggi (giovedì 14 marzo) da Parlamento e Consiglio Ue, l'Unione avrà presto un nuovo regolamento che aumenterà la trasparenza e che punta a fornire maggiore sicurezza. "Ci sono ancora controlli inadeguati sull'importazione ed esportazione di armi corte, ovvero pistole e fucili", ha denunciato l'eurodeputato socialista tedesco, Bernd Lange, responsabile del testo per l'Aula.

Il provvedimento porterà alla creazione di un nuovo sistema elettronico per licenze e autorizzazioni, controlli coordinati, relazioni annuali sullo stato delle cose, e un sistema di marcature per migliorare la tracciabilità e rendere la vita più difficile al mercato nero. Il nuovo regolamento non si applicherà alle esportazioni di armi da fuoco di categoria A e B, come ordigni esplosivi e armi automatiche e semiautomatiche, queste ultime destinate a forze armate, polizia o autorità pubbliche. La categoria colpita totalmente sarà la C, cioè pistole e fucili utilizzate soprattutto per la caccia (di cui bisogna dichiarare il possesso ma non occorre l'autorizzazione).

Cosa cambierà?

Quando l'accordo verrà approvato in maniera definitiva, fra le novità apportate dal regolamento ci sarà un sistema di licenze elettroniche per produttori e rivenditori (Els) che andrà a sostituire quelli nazionali, prevalentemente cartacei, che comunque potranno essere digitalizzati e integrati. "Il sistema di monitoraggio elettronico renderà l’uso finale delle armi da fuoco più trasparente e più tracciabile", ha garantito Lange. In questo modo, sarà più semplice accedere e condividere informazioni per le autorità competenti, che dovranno fare controlli e verifiche su questo database prima di concedere un'autorizzazione all'importazione o all'esportazione. La Commissione istituirà l’Els entro due anni e gli Stati membri avranno quattro anni per inserire tutti i dati richiesti e connettere i propri sistemi. 

Per aumentare la trasparenza, i negoziatori del Parlamento europeo hanno chiesto alla Commissione di compilare una relazione pubblica annuale, basata su dati nazionali, sull’importazione ed esportazione di armi da fuoco per uso civile. La relazione dovrebbe includere, tra le altre cose, il numero di autorizzazioni di importazione ed esportazione concesse, il loro valore e il numero di rifiuti e sequestri.

Il regolamento obbligherà inoltre i rivenditori e i produttori a contrassegnare le armi importate e i loro componenti essenziali venduti sul mercato interno. L'obiettivo è migliorare la tracciabilità ed eviterà le cosiddette “pistole fantasma”, armi da fuoco riassemblate con componenti non contrassegnati.

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