Morire di turismo: Roma e Venezia guidano la classifica mondiale della massificazione turistica

Il Rapporto 2017 del World Travel and Tourism Council indica nei due gioielli italiani le città con il maggior rischio di finire vittime del proprio successo.

ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Morire di turismo. E' questo il destino a cui sono esposte più di tutte Roma e Venezia, le due città del pianeta che guidano la classifica delle 68 urbe più sottoposte alla massificazione turistica secondo il rapporto presentato a Madrid dal World Travel and Tourism Council e realizzato da McKinsey.  "Quando la massificazione va troppo lontano, le conseguenze sono difficili da invertire", avverte lo studio della lobby mondiale del turismo. "E' più facile prevenire che recuperarsi", l'eco di Alex Dichter, uno degli autori dello studio. 

Cosa non funziona a Roma e Venezia

Per quanto in laguna si discuta di numero chiuso per i turisti e finalmente si sia deciso di deviare le navi da crociera a Marghera, tanto Venezia quanto Roma, sentenzia McKinsey, sembrano ormai destinate a finire vittime del proprio successo. E difatti non sono mancati negli ultimi mesi atti di turismofobia, un fenomeno in crescita, il tutto mentre si assiste ad un nuovo e continuo esodo dei cittadini e dei servizi, in particolare dal capoluogo veneto.

Roma fa registrare i peggiori risultati per densità e intensità turistica, per lo stagionalismo e per la pressione sul patrimonio storico-culturale-artistico. Molto male anche per la categoria della degradazione dell'esperienza turistica. A Venezia va un po' meglio per la degradazione dell'esperienza (il rapporto, però, sottolinea che le cose stanno peggiorando), ma fa segnare il peggior risultato per la concentrazione turistica, e per accorgersene non c'era bisogno di McKinsey ma basta con fare due passi per calli e campi della città lagunare.

La top pen

Dietro a Roma e Venezia, figurano una città meno attesa nella lista delle mete turistiche mondiali, come Varsavia, e quindi, quarta, Dubrovnik, a rischio di esplosione, poi Macao, Amsterdam, la località turca di Antalya, Praga, Parigi, Bangkok e Barcellona a chiudere la top ten della massificazione turistica.  

"Quello che ci aspettiamo è che arrivino più turisti in queste destinazioni, bisogna saper gestire il successo", avverte Glora Guevara, Presidente del World Travel and Tourism Council, associazione che raccoglie catene di hotel, operatori turistici, compagnie aeree e croceristiche, grandi catene commerciali e società che guidano la rivoluzione del settore via internet. 

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Buone pratiche e niente sconti

Per evitare che la ferita si apra del tutto, il World Travel and Tourism Council invita ad aprire un dibattito sulle migliori pratiche, senza essere indulgenti con nessuno. Nel rapporto non mancano le tirate d'orecchie a Airbnb o alle compagnie di crociera, membri della lobby del turismo mondiale ma anche motori coscienti della massificazione. 

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