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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Economia

L’Ue rimprovera Draghi: “Limiti la spesa corrente. Serve più prudenza di bilancio”

La Commissione chiede al governo di fare più attenzione alle finanze pubbliche. E Bruxelles rinvia la sua pagella sui rischi macroeconomici

L’Italia deve tenere sotto controllo la crescita della spesa corrente e perseguire una politica di bilancio prudente che porti alla riduzione del debito pubblico. È quanto ha stabilito la Commissione europea nel pacchetto autunnale del Semestre europeo, il ciclo di coordinamento Ue delle politiche economiche, sociali, di bilancio e del lavoro. Bruxelles ha promosso la capacità di ripresa dell’economia italiana, ma ha messo in guardia il Belpaese dai rischi che comporta l’eccessiva spesa pubblica. Si tratta della prima vera "pagella" dell'Ue per il governo Draghi. 

Limitare la spesa

Per contribuire a perseguire “una politica di bilancio prudente”, l’esecutivo Ue ha chiesto al governo di Roma di “adottare le misure necessarie, nell'ambito del processo nazionale di bilancio, per limitare la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale”. Nella manovra economica ancora in discussione, “questo non si prevede che sia assicurato in misura sufficiente, dato che la crescita della spesa corrente, al netto delle nuove misure sul lato delle entrate, nel 2022 si prevede che dia un contributo consistente all'orientamento della politica di bilancio, espansivo nel suo complesso”, si legge nel documento Ue.

Bene la ripresa

Nel dossier di analisi sull’economia italiana si evidenzia la capacità di ripresa del Paese alla crisi pandemica. “Dopo la forte contrazione del Pil dell’8,9 per cento nel 2020 causata della crisi del Covid-19, si prevede che la crescita del Pil reale riprenderà del 6,2 per cento nel 2021” e, soprattutto, “il livello del Pil nominale nel 2022 dovrebbe superare del 4,6 per cento il livello del 2019”. Una ripresa così forte da superare il punto di partenza prima del previsto.

Tuttavia, l’Italia viene messa nel solito gruppo dei Paesi che devono tenere sotto controllo le finanze pubbliche. Belgio, Francia, Grecia, e Spagna, assieme all’Italia, “è importante che preservino una politica di bilancio prudente, per assicurare che i conti pubblici siano sostenibili nel medio termine”. Il governo di Roma è dunque invitato “a rivedere regolarmente l'utilizzo, l'efficacia e l'adeguatezza delle misure di sostegno all'economia e ad essere pronto ad adattarle, come necessario, alle circostanze mutevoli”.

Giudizio sospeso

Il giudizio finale sull’Italia resta dunque in sospeso: “La Commissione europea ritiene opportuno, tenendo conto anche dell'individuazione di squilibri eccessivi nel mese di giugno, esaminare ulteriormente la persistenza dei rischi macroeconomici e monitorare i progressi nella risoluzione degli squilibri eccessivi”, si legge nel documento Ue. “L'Italia - si legge ancora - è entrata nella crisi del Covid-19 con vulnerabilità legate all'elevato livello del debito pubblico e alla debole crescita della produttività, in un contesto di disoccupazione ancora relativamente elevata”. “Con la crisi Covid-19 - ha concluso l’esecutivo Ue - i rapporti debito/Pil sono aumentati, mentre permangono vulnerabilità del settore finanziario e nel mercato del lavoro”. 

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