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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Regno Unito

Londra a caccia dei furbetti del reddito di cittadinanza, raddoppiati gli europei che lo ricevono

Durante la pandemia in tanti hanno perso il lavoro, e molti sono tornati nella propria nazione d'origine pur continuando a richiedere i sussidi statali

Il numero dei cittadini europei che ricevono assegni sociali nel Regno Unito è raddoppiato durante la pandemia e Londra teme che molti di loro stiano ricevendo gli assegni anche se in realtà sono tornati nel proprio Paese di origine. Gli europei sono stati tra i più colpiti dalla crisi dovuta al coronavirus perché gran parte di loro, tra cui moltissimi italiani, lavoravano nel settore dell'ospitalità e con la chiusura di pub, alberghi e ristoranti in tanti hanno ricevuto il furlough (una sorta di cassa integrazione) o hanno proprio perso il lavoro e hanno richiesto l'Universal credit, il reddito di cittadinanza britannico.

Ma secondo i dati dell'Ufficio per le statistiche nazionale (Ons) almeno 100mila di loro hanno lasciato l'isola per tornare in Europa, anche se alcuni esperti sostengono che potrebbero essere molti multipli a causa di problemi con il modo in cui i dati vengono raccolti. “Questo è un fatto che ci preoccupa. Ci sono 6,2 milioni i cittadini Ue che hanno accesso a benefit, crediti d'imposta, sussidi durante la pandemia. Spesso questi soldi possono essere reclamati da coloro che sono tornati a casa in un altro Paese, il che potrebbe non essere equo o sostenibile a lungo termine”, ha spiegato al Telegraph una fonte del governo di Boris Johnson.

Come riporta il quotidiano conservatore la disoccupazione tra i cittadini comunitari nel Regno Unito è passata dal 3 per cento di prima della pandemia al 6 per cento la scorsa estate e il numero dei richiedenti i sussidi è aumentato addirittura del 104 per cento, passando da 380mila del novembre 2019 a 780mila a novembre 2020. Gli aumenti più consistenti sono arrivati da cittadini di Romania e Bulgaria, con le domande di sussisio più che triplicate da 66mila a 190mila, ma anche quelle del gruppo EU8 (Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Slovenia) sono aumentate del 94 per cento passando da 160mila a 300mila.

"Quello che nessuno sa è il numero di persone che potrebbe aver lasciato il Regno Unito per passare la pandemia nei propri Paesi d'origine e non lo ha comunicato alle autorità", ha detto un esperto indipendente al Telegraph, e “questo avrebbe potuto rendere i pagamenti all'estero molti di più rispetto alla solita piccola percentuale”, anche perché “la sospensione della maggior parte delle interazioni di persona nei centri per l'impiego durante i lockdown lo ha reso possibile e allo stesso tempo ha reso molto difficile per i dipartimenti fare una stima” della situazione.

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