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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Carenza di personale

Ospedali al collasso in Austria. Il governo: "Mancano medici e infermieri, ci servono i migranti”

Vienna mira ad attrarre 75mila professionisti entro il 2030. Annunciato l’aumento dei salari e l’accelerazione dei tempi per il riconoscimento dei titoli universitari

Per evitare il collasso del sistema sanitario nazionale, il governo austriaco ha deciso di aprire le porte alla manodopera straniera in grado di lavorare nel settore ospedaliero. Ad ammetterlo è stato il ministro della Salute austriaco, Johannes Rauch, che ha indicato la politica delle porte aperte a migranti in possesso di titoli in materia di assistenza sanitaria come l'unica soluzione al problema della penuria di professionisti.

“Abbiamo una carenza di manodopera in Austria e avremo bisogno di immigrazione nel settore sanitario e sociale”, ha detto il ministro in un’intervista al quotidiano Der Standard. “Non possiamo risolvere questo problema in nessun altro modo. Semplicemente” le altre soluzioni “non funzionano in termini demografici”, ha tagliato corto Rauch. A far esplodere l’emergenza nei reparti ospedalieri del Paese è stata la pandemia di Covid-19, ha spiegato l’esponente del governo di Vienna. 

"Molti membri del personale hanno rinunciato alla professione sanitaria lamentandosi degli orari intensi, delle giornate di lavoro stressanti e degli stipendi che”, a detta dei lavoratori austriaci “non valgono la pressione che deriva dal lavoro”, ha ricordato il ministro. 

Per questo all'inizio del 2022 il governo di Vienna ha presentato un pacchetto di riforme da un miliardo di euro per migliorare le condizioni di lavoro per i professionisti del settore sanitario. Tra le promesse fatte dal ministro della Salute c’è anche quella di aumentare i salari per gli infermieri. L’obiettivo del ministero è quello di attrarre 75mila lavoratori nel settore entro il 2030.

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Il governo ha anche promesso che il riconoscimento della formazione acquisita all'estero sarà notevolmente semplificata, accelerando i tempi per ottenere le equipollenze dei titoli di studio e dunque l’ingresso degli stranieri nel mondo del lavoro. Una prospettiva che mira ad attrarre in Austria lavoratori soprattutto provenienti dagli altri Paesi Ue.

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