Perché i salmoni di allevamento sono sordi? Andate a vedere come crescono

Uno studio dell'Università di Melbourne lega le condizioni di vita nei centri di piscicoltura con una malformazione genetica. Ripercussioni anche sui programmi di ripopolamento

Allevamento di Salmoni in Scozia. ANSA /DAVID CHESKIN UK AND IRELAND OUT DEF

Se per il cenone avete pensato ad un antipasto con crostini al salmone, è assai probabile che quel pesce prima di terminare nel vostro piatto fosse sordo. Non che la cosa cambi il sapore dell'antipasto o la vostra relazione con l'animale, ma getta dei dubbi sulle condizioni di vita dei salmoni allevati in piscicoltura: uno sue due è sordo e lo è - questa è la novità - proprio per le condizioni di crescita accelerata che vivono i pesci d'allevamento. 

Studio dell'Università di Melbourne 

La scoperta, realizzata dai ricercatori dell'Università di Melbourne e pubblicata nel Journal of Experimental Biology, spiega anche un altro fenomeno analizzato tra i salmoni: la bassa percentuale di sopravvivenza degli avannotti, i piccoli nati in piscicoltura e liberati nei vari programmi di ripopolamento. 

I ricercatori hanno condotto i loro esperimenti nei centri in Norvegia, Cile, Scozia, Canada e Australia e ovunque si è notato che la causa della malformazione era la stessa: la crescita rapida implica il triplo di rischio di perdere l'udito. "Abbiamo visto che potevamo ridurre l'incidenza dell'anomalia riducendo la velocità di crescita degli animali, mai fino ad ora avevamo avuto dei risultati così chiari", afferma Tormey Reimer, autrice principale dello studio. 

Alterazione dell'apparato uditivo

L'alterazione, spiega l'investigatrice, si produce negli otoliti, dei minuscoli cristalli situati nella parte interna dell'apparato uditivo dei pesci, specie che ha un meccanismo di percezione dei suoni simile al nostro. La differenza tra il salmone selvatico e quello di allevamento è che gli otoliti dei primi sono composti da un minerale chiamato aragonite mentre i secondi sono in parte di vaterite, che è più leggera e meno stabile. I pesci con questa alterazione possono perdere fino al 50% del loro udito. 

La malformazione venne riscontrata per la prima volta negli anni Sessanta, ma l'equipe di Melbourne è stata la prima a dimostrare, l'anno scorso, che colpisce il 95% dei pesci di allevamento adulti nel mondo. Un'alterazione che è irreversibile e con effetti che aumentano con l'età. 

Vita da salmone

"Questi risultati", spiega un altro autore della ricerca, Tim Dempster, "pongono seri interrogativi sulla qualità di vita negli allevamenti". Generazioni e generazioni di allevamento selettivo ha creto pesci geneticamente assai differenti da quelli selvatici, la dieta è assai diversa e non solo quella: visto che i pesci mangiano e crescono solo durante il giorno, molte piscicolture espongono gli animali a una luce intensa 24 ore su 24. 

I ricercatori hanno scoperto che la presenza della veterite è dovuta a un mix di genetica, dieta ed esposizione alla luce, 3 elementi che sono uniti da un fattore comune: il livello di crescita. "Le pisciculture sono ambienti rumorosi, per cui la perdita dell'udito - la tesi del gruppo di scienziati australiani - può ridurre il livello di stress che i pesci vivono".

Impatto sul ripopolamento

La ricerca però spiega anche un'altra cosa: l'insuccesso di molti programmi di ripopolamento di salmoni. Per mantenere la popolazione di uno dei pesci più cacciati, da anni vengono liberati milioni di piccoli cresciuti in cattività. Questi avannotti più grandi e più forti dei coetanei selvatici dovrebbero avere più possibilità di sopravvivenza, ma non va così: la loro percentuale di sopravvivenza è di 10-20 volte inferiore. Essere sordi diminuisce la capacità di cacciare e li espone ai predatori oltre a rendere più complessa l'operazione di ricerca del cammino che li porta a risalire i fiumi fino a trovare il ruscello in cui riprodursi. 

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"Ripopolare i fiumi con pesci con deficit auditivo può equivalere a gettare i soldi a mare", riflette un altro autore dello studio, Steve Swearer. "E' possibile che future ricerche ci aiutino a evitare queste malformazioni senza intaccare la crescita dei salmoni". Altra opzione è quella di produrre pesci con una crescita più lenta in modo da lasciarli in libertà quando ci sentono. 

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