"Altro che lotta all'abuso d'alcol, le norme Ue mettono a rischio il vino italiano"

La denuncia di Federalimentare e Coldiretti contro le misure proposte dal Consiglio Ue in materia di etichettatura, pubblicità, nonché le restrizioni al commercio tra gli Stati membri."No alla criminalizzazione del settore"

ANSA/ US ENNEV

Bruxelles va avanti sulla proposta di inserire le etichette caloriche per le bevande alcoliche. Una misura che, nelle intenzioni, mira a contrastare l'abuso di alcol in Europa. Ma per la Coldiretti e Federalimentare, la bozza di testo uscita fuori dall'ultimo Consiglio Ue potrebbe essere un duro colpo per il vino made in Italy

"Queste norme - si legga in una nota - contengono severe misure in materia di etichettatura, pubblicità, nonché restrizioni al commercio delle stesse tra gli Stati Membri. Si tratta di misure inaccettabili poiché rischiano di penalizzare gravemente e in maniera ingiustificata il settore vinicolo italiano". Federalimentare e Coldiretti chiedono "un impegno deciso del Governo per tutelare da una nuova caccia alle streghe quella che è la punta di diamante della filiera agroalimentare made in Italy".
 
Mascherata dietro la ricerca di una soluzione a una emergenza sanitaria legata all’abuso di alcol soprattutto in alcune aree europee, si cela una presa di posizione iniqua e punitiva che si perpetra attraverso misure che non tengono conto delle specificità di consumo delle bevande alcoliche diverse da paese a paese e che non apportano nulla in termini di educazione alimentare”, dice Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare e prosegue: “Chiediamo che l’Unione europea riconosca la differenza fra un consumo equilibrato di bevande alcoliche come parte integrante di uno stile di vita corretto e della dieta mediterranea elogiata in tutto il mondo come modello, e l’abuso di alcol, emergenza solo di alcuni Paesi”.

“Non possiamo accettare che l’incapacità di gestire in alcuni Paesi europei un’emergenza legata a modelli di consumo che sono lontanissimi da quelli legati al settore del vino - dice Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti - si traduca in una ingiusta criminalizzazione per un settore che in questi anni è diventato l’emblema di uno stile di vita "lento", attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol”.
 
 

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