Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Belgio, i fiamminghi dell’N-Va pronti a realizzare una nuova centrale nucleare

La costruzione nel programma elettorale della 'Lega' del Paese. Affiancherebbe i reattori più giovani delle centrali già esistenti, per i quali si vorrebbero altri dieci anni di proroga

Nucleare in Belgio

Nucleare, ancora nucleare. Il partito fiammingo dell’N-Va, una sorta di Lega del Belgio, ha intenzione di rilanciare la produzione di energia da atomo. Un programma che prevede la realizzazione di una nuova centrale e il mantenimento in servizio per altri dieci dei reattori più ‘giovani’ delle due centrali attualmente esistenti, Tihange e Doel.

L’idea fa parte del programma politico messo a punto dal partito in vista del doppio appuntamento elettorale di maggio, e presentato in occasione del congresso del partito. I belgi non saranno chiamati solo a partecipare alle elezioni europee, ma nello stesso giorno voteranno anche per eleggere il nuovo parlamento federale. L’N-Va ha fatto parte del governo belga in questa legislatura, salvo poi lasciare per divergenza di vedute sull’immigrazione con il partito liberale. I nazionalisti fiamminghi ora ci riprovano. La strada che può (ri)portare al governo è quella delle politiche energetiche, tema sensibile nel regno.

Il Belgio ha sposato il nucleare alla fine degli anni Sessanta. Doel, una delle due centrali attive, è costituita da quattro reattori, realizzati tra il 1969 e il 1978. Tihange, l’altro sito, è costituita da tre reattori completati rispettivamente tra 1970 e 1975, tra 1976 e 1982, e tra 1978 e 1985. Ogni reattore è concepito per un ciclo di vita di 40 anni, ma l’impiego dei reattori più giovani è stato esteso fino al 2025. L’N-Va è dell’idea che il Belgio nel 2025 non debba uscire dal nucleare e gioca la doppia carta: ulteriore prolungamento dei reattori più giovani di Doel e Tihange, e costruzione di una nuova centrale “se economicamente redditizio”.

Una formula, quest’ultima utilizzata per rassicurate gli elettori che non si sprecheranno soldi pubblici. Che però finiranno lì, nell’energia nucleare. Perché non uscire vorrebbe dire non avere più prezzi abbordabili e non poter eliminare sei milioni di tonnellate di CO2 all’anno. È questo, quello che dicono dal partito. “Per fare un esempio, è come se ritirassimo tutte le vetture da tutte le strade delle Fiandre, e per dieci anni”, sottolinea Anneleen Van Bossuyt, esponente N-Va. L’idea dell’N-Va “è completamente folle”, la reazione immediata dei Verdi fiamminghi. Anche loro in doppia campagna elettorale."Questa giornata sembra organizzata dalla lobby del nucleare", criticano. Il dibattito tutto belga sull'atomo si riaccende.

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