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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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L’Anima del Mondo vive all’Orto Botanico di Palermo 

Dalla partnership tra Università, Odd Agency e Coop Culture nasce una esperienza della città innovativa: ologrammi, suoni, luci laser, live design, tecniche artistiche e scenografie per riflettere sui cambiamenti climatici

Uno dei luoghi più trafficati della città di Palermo interrotto, tutto a un tratto, dal silenzio e dalla natura dell’Orto Botanico la cui essenza viene enfatizzata grazie a percorsi artistici che utilizzano nuove tecnologie, come il videomapping, e le interazioni. Un luogo straordinario che lì vive da oltre due secoli con le sue sei mila piante che arrivano da ogni parte del mondo, la sua biodiversità, i suoni naturali. Un “eden” dove riflettere sui temi dell’importanza della biodiversità, del pericolo del cambiamento climatico, della bellezza della natura e così riscoprire l’Anima del mondo. E Anima Mundi è appunto il progetto innovativo nato dalla positiva collaborazione tra pubblico e privato, Università degli Studi di Palermo, Odd Agency e Coop Culture, e che valorizza il luogo, l’Orto Botanico, e la sua storia. Un percorso inizato in estate e conclusosi a ottobre, con oltre 35mila visitatori. Un grande successo che ha dimostrato come è possibile rilanciare la cultura nel pieno della pandemia, come ci spiegano Fabrizio Pedone, vice presidente e socio di Odd Agency srl e Masino Lombardi responsabile di Coop Culture. 

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“Siamo partiti dall'Orto Botanico e dall'immaginare una storia che potesse far vedere alle persone che lo visitano qual è la sua natura che è data, secondo noi, dalle tante nature che lì convivono”, ha raccontato Fabrizio. “L'Orto si è creato nell'arco di 300 anni importando piante da tutte le parti del pianeta e, quindi, noi immaginiamo che in qualche maniera queste piante abbiano portato con sé parte della loro cultura. Molto spesso queste piante sono venerate nei loro Paesi d’origine. Ecco, l'idea è quella di far visualizzare l'eterogeneità, la diversità delle piante, degli alberi, che coesistono nell'Orto Botanico pur provenendo da parti diversissime del mondo e di dire che in fondo tutte queste piante nell'Orto formano un'anima unica”. 

Il messaggio che si intende mandare, trattandosi di un luogo naturale, non poteva che essere “quello che la natura e gli ecosistemi in questo momento stanno subendo e quindi il cambiamento climatico”. Perciò, “noi facciamo visualizzare gli sconvolgimenti che il cambiamento climatico sta portando agli ecosistemi. Ricreiamo i vari ecosistemi, quello sud americano, dell'Oceania, dell'estremo oriente, e poi facciamo visualizzare come il cambiamento climatico sta minacciando questi ambienti. Quindi cerchiamo di riportare lo spettatore all'anima del mondo e al ragionamento secondo cui se gli ecosistemi sono minacciati, lo siamo anche noi”. Alla storia e al messaggio si accompagna un ‘come’ si realizza tutto questo. E la risposta sono il videomapping e le interazioni. “Così che lo spettatore possa dare il proprio contributo allo svolgimento della storia, come se fosse un contributo alla salvaguardia del pianeta”, racconta ancora Fabrizio.

“Ci sono ologrammi, suoni spazializzati, luci laser, live design, una serie di tecniche e di tecniche artistiche, le scenografie realizzate da  Als Leila e Fabrizio Lupo. E abbiamo una sinergia con Sinergie Group che si occupa della parte tecnica e delle macchine. Insomma, abbiamo cercato di coinvolgere quanto di meglio c'è nel mondo degli eventi, che tanto ha sofferto in questo anno, e cercare di presentare un prodotto che fosse di valore”. Altre sinergie sono con VMAgency, Tip Off Records, Tivitti. “E abbiamo fatto tanta ricerca, durante le chiusure dove alla pandemia, per capire come si potevano trovare soluzioni per proporre cose interessanti per i visitatori. Abbiamo assunto persone, nonostante la pandemia, e sviluppato i nostri software e le nostre soluzioni tecniche artistiche che ci servono nel nostro lavoro”. Ne esce fuori un percorso innovativo, il primo evento in Italia Human Environment Centred, in cui l’ambiente e l’uomo si compenetrano in una relazione stretta e reciproca grazie appunto alle animazioni, alle scenografie, agli ologrammi e alle proiezioni con illuminazioni artistiche che permettono esperienze uniche e visioni dedicate a un pubblico di tutte le età. Il percorso è lungo circa 700 metri e ha una durata di 45/60 minuti circa.

Ma come nasce davvero Anima Mundi nell’Orto Botanico di Palermo? “Anima Mundi lo abbiamo spostato immediatamente”, racconta Masino Lombardi di Coop Culture. “Quando ci hanno presentato il progetto, l'abbiamo fatto nostro, abbiamo costruito il tavolo con l'ente proprietario (dell’Orto Botanico) che è l'Università degli Studi di Palermo, che ha creduto fortemente nel progetto. Il nostro ruolo è quello di facilitare queste operazioni sia per la questione di affidabilità che di relazione”. Di fatto, “siamo stati quasi il partner naturale: loro (Odd Agency) cercavano uno spazio dove poter realizzare l'idea di un grande spettacolo innovativo e attrattivo attraverso il mapping. Subito gli abbiamo prospettato l’Orto Botanico e loro, da palermitani, ovviamente, lo conoscevano”, ricorda.

“E’ iniziata questa costruzione del progetto ed è passato un anno e mezzo. Ecco il Covid ci ha dato la possibilità di costruire qualcosa qui. In quel momento potevamo stare a casa a non fare nulla. O potevamo immaginarci, per il momento delle ri-partenze, qualcosa di nuovo, innovativo, che riuscisse a far vivere la formula vincente, dell’esperienza della città. Attraverso nuovi linguaggi e nuove tecnologie, in maniera assolutamente inedita”. In questo modo, “loro hanno calato un progetto straordinario che parla di cambiamenti climatici, di salvaguardia del pianeta” e “lo fanno in un luogo che ovviamente parla al mondo di questo: l'Orto botanico è un luogo straordinario. E lo è anche il progetto, che è coerente con il luogo che racconta: parli di natura, parli di biodiversità, parli, appunto, di Anima del mondo, e lo fai dentro un luogo che è già questo”. 
 

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