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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Fake & Fact

Cosa fa l’Unione europea per la cultura? 

Dalle parole nei Trattati alle azioni dei giorni nostri, un riassunto dell’azione di Bruxelles

L’Unione europea riconosce nei suoi Trattati grande importanza alla cultura e la sua azione politica in questo campo serve ad integrare quella dei singoli Stati membri, come nella salvaguardia del patrimonio culturale europeo, nella cooperazione tra le istituzioni culturali dei vari Paesi e nella promozione della mobilità degli operatori del settore creativo. 
Per quanto riguarda i risultati ottenuti, questi sono sia a livelli di sviluppi politici sia sul piano dei programmi di finanziamento e di iniziative di sostegno. Tra gli sviluppi politici, figurano l’Agenda europea per la cultura, le relazioni culturali internazionali e il dialogo interculturale. 

    • Il 22 maggio 2018 la Commissione ha adottato una nuova Agenda europea per la cultura (la precedente era del 2007) che propone tre obiettivi strategici con una dimensione sociale, economica ed esterna. Sfruttare il potere della cultura per la coesione sociale e il benessere. Sostenere la creatività basata sulla cultura in materia di istruzione e innovazione, l'occupazione e la crescita. Rafforzare le relazioni culturali internazionali. L'Agenda stabilisce metodi di lavoro rafforzati con gli Stati membri, la società civile e i partner internazionali. 

    • La comunicazione congiunta "Verso una strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali", presentata a metà del 2016, ha l’obiettivo di incoraggiare la cooperazione culturale tra l'Ue e i suoi paesi partner, promuovendo le relazioni culturali internazionali attraverso il sostegno e l'assistenza ai paesi terzi e la promozione delle diverse culture degli Stati membri attraverso la diplomazia culturale.

    • Il dialogo interculturale rappresenta una priorità dell'Ue. Nel settore specifico della politica culturale, tra le iniziative importanti figurano quelle sulla cultura rom, sulle città internazionali e il dialogo con la piattaforma per un'Europa. Tra le altre politiche dell'Ue a favore del dialogo interculturale è possibile menzionare quelle nel settore degli audiovisivi, nel multilinguismo, nella gioventù, nella ricerca, nell'integrazione e nelle relazioni esterne.
Sul piano dei programmi di finanziamento e di iniziative di sostegno, figurano Europa creativa, le capitali europee della cultura, il marchio del patrimonio europeo e l'Anno europeo del patrimonio culturale 2018, la lotta all’uscita illecita di beni culturali, i premi e il nuovo Bauhaus europeo. 

    • Per Europa creativa, il 14 dicembre 2020 il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico che ha assicurato 2,2 miliardi di euro di finanziamenti per il programma Europa creativa 2021-2027. Ciò rappresenta un aumento del 36 % rispetto al bilancio 2014-2020. L'accordo si concentra in particolare su tre settori: 1) rafforzare il settore musicale, in particolare la musica contemporanea e dal vivo; 2) dare priorità ai talenti femminili e promuovere la parità di genere; 3) promuovere l'inclusione agevolando la partecipazione al programma delle persone con disabilità e dei gruppi socialmente emarginati e semplificando la procedura di presentazione delle domande.

    • Le Capitali europee della cultura costituiscono una delle iniziative culturali più note e di maggiore successo dell'Ue. Ogni anno due città di due diversi paesi dell'Ue sono denominate Capitali europee della cultura. Le città sono selezionate da una giuria di esperti indipendenti sulla base di un programma culturale che deve avere una forte dimensione europea, coinvolgere la popolazione locale di tutte le età e contribuire allo sviluppo a lungo termine della città

    • Il marchio del patrimonio europeo è iniziato nel 2005 come iniziativa intergovernativa tra diversi Stati membri. Nel 2010, la Commissione ha proposto di rendere il marchio del patrimonio europeo un'iniziativa formale dell'Ue ed è stato istituito nel 2011. Il suo obiettivo generale è rafforzare il dialogo interculturale e il senso di appartenenza all'Ue dei cittadini europei. I siti del marchio del patrimonio europeo sono selezionati per il loro elevato valore simbolico, per il loro ruolo nella storia e nella cultura dell'Europa e dell'Ue e per il loro rapporto con i principi democratici e i diritti umani. Dal 2013 il marchio è stato assegnato a 48 siti.

    • Con la direttiva 2014/60/Ue,  l'Ue mira a tutelare il patrimonio nazionale conciliando la loro protezione con il principio della libera circolazione dei beni. Prevede la restituzione materiale dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro dopo il gennaio 1993 e stabilisce meccanismi di cooperazione e procedure per garantire la restituzione dei beni usciti illecitamente. La direttiva riguarda tutti i beni culturali considerati “patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale” a norma della legislazione nazionale.

    • La politica culturale dell'Ue prevede vari premi nel campo del patrimonio culturale, dell'architettura, della letteratura e della musica. 

    • Infine, l'iniziativa New European Bauhaus è stata presentata dalla Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen ed è stata lanciata ufficialmente il 18 gennaio 2021. È descritto come un "serbatoio di riflessione" e un "laboratorio di progettazione, acceleratore e rete"; progetto creativo e interdisciplinare che costituisce un punto d'incontro e uno spazio per progettare i futuri modi di vivere al crocevia tra arte, cultura, scienza e tecnologia. Il suo obiettivo principale è promuovere la creazione di luoghi di vita in linea con il Green Deal europeo sostenendo spazi inclusivi e accessibili che favoriscano il dialogo tra diverse culture, discipline, generi ed età, e soluzioni sostenibili che rispettino gli ecosistemi del pianeta. Il nuovo Bauhaus europeo si svilupperà in tre fasi: progettazione, risultati e diffusione.

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