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Sabato, 2 Marzo 2024
Battaglia persa

L'auto italiana resta senza (bio)carburanti

La Germania ha ottenuto una deroga per gli eFuel e ha asciato il nostro governo senza i numeri per continuare l'opposizione al regolamento che dispone lo stop ai veicoli inquinanti dal 2035

Si fa sempre più complicata per l'Italia la partita per inserire una deroga ai biocarburanti nel regolamento sullo stop alle auto inquinanti in Europa. Domani i ministri dei Trasporti dell'Unione europea potrebbero dare il via libera alla normativa che prevede il divieto di vendita di auto e furgoni nuovi con motori a combustione inquinanti a partire dal 2025. Al suo interno dovrebbe essere contenuto il compromesso raggiunto dalla Commissione con la Germania, che dovrebbe permettere di inserire una eccezione per gli eFuel, i combustibili sintetici che piacciono all'industria della auto di lusso, ma non per i biocarburanti, come chiede il nostro Paese.

La battaglia degli eFuel per salvare i produttori di auto

Al Coreper I di oggi, l'organismo di cui fanno parte gli ambasciatori degli Stati Ue, il nostro governo ha provato a far rimandare la votazione prevista al Consiglio Ue di domani a Bruxelles, nella speranza di guadagnare tempo per continuare a trattare. Ma la richiesta dell'Italia è stata bocciata e addirittura il testo del regolamento è stato inserito nelle votazioni di domani come "punto A", che tecnicamente significa che non ci sarà nemmeno una discussione (anche se il nostro governo, che sarà rappresentato dal ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, potrà comunue richiedere la parola per espremire eventuali critiche.

Alla fine il nostro governo è rimasto isolato sulla questione e non ha i numeri per una opposizione efficace. Sul regolamento per lo sto alla vendita di auto inquinanti dal 2035, avevano preannunciato l'opposizione inizialmente la Germania, l'Italia e la Polonia, con la Bulgaria decisa per l'astensione, che equivarrebbe a un voto negativo. Ma ora Berlino, che ha ottenuto la deroga che chiedeva, si è sfilata e mancano i numeri per formare una "minoranza di blocco", una minoranza capace di fermare un regolamento.

Il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, ha detto giovedì scorso che includere anche i biocarburanti vorrebbe dire riaprire il regolamento, eventualità che viene esclusa anche dal Parlamento europeo, che considera concluso il lavoro legislativo. La questione si gioca tutta su un "considerando" al testo, cioè un'indicazione interpretativa che specifica i campi di applicazione del regolamento comunitario. Nello specifico si tratta del "considerando 11" che afferma che la Commissione "presenterà una proposta per l'immatricolazione dopo il 2035 dei veicoli alimentati esclusivamente con carburanti neutri", per quanto riguarda le emissioni di Co2.

Ed è proprio su queste due parole "carburanti neutri" che si baserà la deroga che dovrebbero ottenere gli eFuel. Questi sono degli 'elettrocarburanti', che vengono creati grazie a un complicato processo chimico utilizzando l'elettricità per combinare le molecole di idrogeno dell'acqua con il carbonio della Co2, per creare un carburante liquido che funziona nei motori esistenti. Per produrlo si utilizza la Co2 "catturata" nell'atmosfera o dalle fabbriche, e in questo modo questo carburante è considerato a emissioni neutre, nel senso che non crea nuove emissioni ma 'ricicla' quelle che sono state già prodotte in un processo a somma zero. Insomma non è del tutto green, ma è comunque meglio dei carburanti tradizionali da punto di vista ambientale.

Secondo l'Italia anche i biocarburanti dovrebbero essere considerati a emissioni neutre e al Consiglio europeo Giorgia Meloni lo ha detto chiaramente. "Noi stiamo dimostrando come anche i biocarburanti rispettano le emissioni zero", ha sostenuto il premier venerdì scorso a Bruxelles. Il nostro Paese punta a diventare leader nel settore dei biocarburanti, su cui sta investendo molto l'Eni, che ha convertito le raffinerie di Gela e Venezia proprio allo scopo di produrre questi combustibili da fonti rinnovabili. Si tratta di carburanti ricavati da materie prime naturali o addirittura da oli e altri materiali riciclati, ma sono comunque fonte di nuove emissioni di Co2, anche se minori dei tradizionali benzina e diesel. Per questa ragione potrebbero essere esclusi dalla definizione di "carburanti neutri".

I biocarburanti "sono una questione che è stata sollevata nelle conversazioni" sull'attuazione del preambolo 11 del regolamento Ue sulle emissioni inquinanti delle autovetture nuove "negli ultimi giorni. È una cosa di cui dovremo occuparci in futuro: non escluderò o includerò nulla in questo momento, ma quello che è chiaro è che la legislazione sulle emissioni degli autoveicoli che verranno immatricolati dal 2035 in poi rimane intatta e che noi la applicheremo in buona fede", ha detto il portavoce della Commissione europea per l'Energia, Tim McPhie, rispondendo, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

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