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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Il quadro

Cosa stanno facendo gli Stati europei per ridurre i costi delle bollette

Dalla riduzione dell'Iva, agli assegni alle famiglie fino al price cap, tutte le principali misure messe in campo dai Paesi in risposta alla crisi

La a crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina sta mettendo in difficoltà famiglie e imprese in tutta Europa. Il Regno Unito è stato l'ultimo Paese a presentare un piano per ridurre l'impatto dell'aumento vertiginoso dei costi sui cittadini e sulle aziende, ma quasi tutti gli Stati dell'Unione hanno messo in campo alcune misure per calmierare i prezzi. Secondo uno studio del think tank Bruegel i governi del continente nell'ultimo anno hanno speso fino a 500 miliardi di euro con i loro interventi, con Londra che fa la parte del leone, avendo stanziato da sola ben 178 miliardi di euro, mentre i Ventisette complessivamente 314 miliardi in tutto. Secondo i calcoli dell'istituto l'Italia è il quarto Paese per interventi messi in campo, che rappresentano il 3,3% del nostro Pil. Vediamo alcune delle misure più importanti delle altre nazioni europee.

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Fonte: Bruegel

Regno Unito

Il Paese che ha messo in campo le misure più consistenti è senza dubbio il Regno Unito. Dopo il tetto massimo alle bollette energetiche per le famiglie Londra ha fissato un price cap per gas e elettricità per imprese, scuole e enti di beneficenza. Lo sconto sarà applicato direttamente in bolletta a tutte le realtà che ne avranno diritto: per l'elettricità, il tetto sarà di circa 211 sterline (240 euro) per megawattora, mentre per il gas il limite è di 75 sterline (85 euro). Il governo compenserà poi le imprese energetiche con la differenza del prezzo, che secondo le previsioni di Westminster potrebbe essere anche più del doppio. All'inizio del mese è stato presentato un tetto simile per le bollette energetiche delle famiglie per fare in modo che non paghino più di 2.500 sterline (2.857 euro) all'anno per i prossimi due anni. Questo si aggiunge al rimborso di 400 sterline (457 euro) sulle bollette energetiche promesso all'inizio di quest'anno per ogni famiglia. Inoltre le famiglie con i redditi più bassi riceveranno anche un contributo una tantum per l'aumento del "costo della vita" di 650 sterline (743 euro), mentre i pensionati riceveranno un pagamento extra di 300 sterline (343 euro) quest'inverno.

Perché il tetto al prezzo del gas non è una soluzione (secondo Bruxelles)

Francia 

La Francia è tra le nazioni che hanno messo in campo meno aiuti diretti, al momento Parigi si è limitata a un contributo una tantum di soli 100 euro a tutti coloro che guadagnano meno di 2mila euro al mese, circa 38 milioni di persone. È stato poi fissato un tetto massimo di aumento dei prezzi del gas e dell'elettricità del 15%, e secondo i calcoli la bolletta energetica mensile media delle famiglie costerà solo 20-25 euro in più, rispetto ai 180-200 euro che ci sarebbero stati altrimenti. Parigi è perà intervenuta alla fonte del problema, muovendosi per nazionalizzare completamente il fornitore di energia Edf e obbligandolo a limitare gli aumenti dei prezzi all'ingrosso dell'elettricità. L'imposta nazionale sul consumo finale di elettricità è stata ridotta da 22,50 euro per megawattora a solo 1 euro per le famiglie e 0,50 euro per le imprese.

Germania

Berlino ha ridotto l'Iva sull'elettricità dal 18 al 7% e ha deciso di offrire a tutti i contribuenti un forfait una tantum sui prezzi dell'energia di 300 euro, trasferiti in busta paga Le famiglie che ricevono un assegno di mantenimento riceveranno 100 euro in più per ogni figlio, mentre i beneficiari di sussidi riceveranno un pagamento una tantum di 200 euro. Ai cittadini è stato anche permesso di pagare solo 9 euro al mese per un abbonamento per viaggiare su tutte le ferrovie pubbliche nazionali. È stata però anche approvata una tassa da circa 500 euro l'anno per aiutare le imprese a far fronte agli aumenti dei costi dell'energia. Anche Berlino, come Parigi, sta mettendo in campo un piano di nazionalizzazioni in settori strategici del gas.

Spagna

La Spagna, come l'Italia ha portato al 5% l'Iva sull'elettricità e ha poi deciso di tassare gli extra profitti delle aziende energetiche che stanno facendo affari d'oro grazie alla crisi. Dopo una dura battaglia a Bruxelles Madrid ha strappato per lei e il Portogallo il diritto di imporre alle aziende un tetto ai prezzi di vendita dell'energia che garantisce che rimangano inferiori a una media di 50 euro per megawattora. Le imprese hanno protestato perché il tetto non è imposto anche ai prezzi che loro pagano per le importazioni di gas. Con una misura simile a quella tedesca il governo ha permesso poi ai pendolari di prendere il treno gratuitamente fino a dicembre.

Paesi Bassi

Il governo olandese ha offerto alle famiglie a più basso reddito un sussidio energetico una tantum di 800 euro, ha portato l'Iva sull'energia dal 21% al 9% e tagliato l'accisa su benzina e gasolio del 21%. Anche Amsterdam introdurrà un tetto ai prezzi di gas e l'elettricità che coprirà però solo il consumo annuo stimato di famiglia media. L'energia utilizzata al di sopra di questo livello prestabilito sarà acquistata a prezzi di mercato.

Polonia

La Polonia ha annunciato tagli alle tasse sull'energia, sulla benzina e sui generi alimentari di base e a luglio ha approvato un pagamento una tantum di 3.000 zloty (633 euro) alle famiglie per contribuire a coprire l'aumento del costo del carbone. Ha inoltre prorogato fino al 2027 i prezzi calmierati del gas per le famiglie e le istituzioni come scuole e ospedali.

Danimarca

Copenaghen ha approvato un assegno per gli anziani e altre misure per un totale di 3,1 miliardi di corone danesi (417 milioni di euro), tra cui il taglio di un prelievo sui prezzi dell'energia elettrica. Il parlamento ha inoltre approvato un cosiddetto "assegno termico" del valore di 2 miliardi di corone danesi (269 milioni di euro) che sarà versato a oltre 400mila famiglie colpite dall'aumento delle bollette energetiche.

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