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Lunedì, 15 Aprile 2024
Scontro a Bruxelles

Meloni chiede più soldi all'Europa, la Germania alza il muro

Il ministro delle Finanze tedesco contro il nuovo fondo Ue di sovranità. E sul Patto attacca l'Italia: "Ridurre dell'1% all'anno il debito pubblico"

Un nuovo "fondo di sovranità" che metta a disposizioni risorse Ue aggiuntive per promuovere investimenti e competitività. È una delle richieste presentate dal governo di Giorgia Meloni a Bruxelles a inizio settimana. Una proposta su cui la Germania ha già alzato un muro: "Non è il momento di chiedere nuovi fondi", ha detto il ministro tedesco delle Finanze, Christian Lindner.

Roma vuole più soldi

A dirla tutta, la richiesta dell'Italia è stata in qualche modo 'suggerita' dalla Commissione europea, che già lo scorso anno aveva delineato la possibilità di un nuovo (e aggiuntivo) fondo europeo per sostenere gli investimenti nella transizione energetica ed ecologica. L'idea è tornata, stavolta per iscritto, nel Piano industriale per il green deal presentato a febbraio dalla presidente Ursula von der Leyen. Il piano serve a rispondere alla concorrenza di Usa e Cina, e in concreto ha ridotto ancora di più i vincoli antitrust (già indeboliti durante la pandemia) per favorire gli aiuti di Stato dei governi del blocco. Al fianco di questa misura (apprezzata soprattutto dalla Germania, che da sola ha investito la metà degli aiuti statali elargiti in tutta l'Ue contro la crisi Covid), il piano prometteva che "nell'ambito della revisione del quadro finanziario pluriennale" dell'Unione (ossia il suo bilancio settennale), che avverrà "prima dell'estate 2023", Bruxelles presenterà il nuovo fondo di sovranità.

L'Ue promette un fondo di sovranità

L'estate è ormai alle porte, ma del fondo promesso per il momento non si vede l'ombra. Martedì scorso, il ministro degli Affari europei, Raffaele Fitto, ha provato a ricordarlo al commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn, presentando un documento con una serie di richieste: tra queste, oltre a una maggiore flessibilità nella gestione dei fondi del Pnrr e della politica di coesione (per ovviare ai ritardi dell'Italia nella spesa e nei progetti, aggiungiamo noi), il governo propone un aumento delle risorse del bilancio Ue per far fronte al rialzo dei tassi di interesse sui prestiti del Pnrr e per favorire gli investimenti. 

La Commissione europea sembra ben disposta a creare il fondo di sovranità, ma vuole in cambio la possibilità di ottenere più risorse proprie, ossia soldi che arrivano direttamente nella cassa dell'Ue attraverso tasse e dazi europei senza passare dai bilanci degli Stati membri. Su questo, buona parte della destra europea, compresi i conservatori di cui fa parte Fratelli d'Italia, ha già espresso la propria contrarietà. 

Il problema è che, senza risorse proprie, per creare il nuovo fondo di solidarietà sarà necessario aumentare i contributi statali. Ed è qui che è scattato lo stop di Berlino: "In merito alla revisione del quadro finanziario pluriennale credo che vi sia la necessità di cambiare alcuni piani. la Commissione deve dare le giuste priorità - ha detto Lindner - È un periodo in cui abbiamo discussioni difficili sui bilanci nazionali, anche in Germania, non è tempo di chiedere agli Stati nuovi fondi". 

La riforma del Patto

Semmai, Lindner vuole che ai Paesi Ue vengano dati obiettivi più ambiziosi e vincolanti per ridurre i deficit annuali e il debito pubblico. Il tema è la riforma del Patto di stabilità presentata lo scorso aprile dalla Commissione europea e ora oggetto di negoziati tra i governi: Bruxelles propone che il percorso di riduzione di deficit e debito sia spalmato su più anni e con piani adattati alla situazione dei singoli Paesi. La proposta non convince però il ministro tedesco, un falco del rigore: "Il nostro obiettivo generale deve essere quello di arrivare a norme che funzionino, che permettano una riduzione tempestiva e reale del debito e permettano la crescita economica", ha detto oggi incontrato i colleghi Ue, compreso il ministro italiano Giancarlo Giorgetti.

La riforma del Patto (secondo Bruxelles)

Per essere più preciso, Lindner ha ribadito la proposta di riforma avanzata dalla Germania e altri dieci Stati: ridurre il debito pubblico dell'1% all'anno: "Ci sono Stati membri che superano il 100%, il che significa che nel corso della mia vita non li vedrò tornare al 60%", ha detto riferendosi al parametro del Patto. Per l'Italia, vorrebbe dire un taglio alla spesa di 20 miliardi all'anno. 

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