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Martedì, 29 Novembre 2022
Il piano B

Il debito comune salverà l'Europa dal caro bollette?

L’idea di un nuovo Sure si fa strada alla riunione dell’Eurogruppo. La Germania nel mirino per aver agito da sola sull’energia

Un’Europa divisa sulla soluzione da adottare per contrastare il caro bollette potrebbe fare quadrato intorno al nuovo Sure. La riedizione dell’esperimento nato durante la pandemia come “cassa integrazione Ue” permetterebbe agli Stati membri di attingere a un maxi prestito garantito da tutti e ventisette i Paesi dell’Unione e dunque di stanziare soldi ‘freschi’ a favore di famiglie e imprese in difficoltà. L’idea si è fatta strada al termine di una riunione tra i ministri delle Finanze dell’Eurozona dove è emerso un altro dato interessante: l’isolamento della Germania per aver adottato il suo piano di risposta nazionale alla crisi. 

“Bisogna avere chiaro che c'è un rischio di frammentazione”, ha avvertito in conferenza stampa il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni. Il pericolo che ogni Paese reagisca all’impennata dei prezzi dell’elettricità con una ricetta propria, e dunque attingendo ciascuno alla propria dispensa finanziaria in barba alla solidarietà europea e al mercato unico, è stato evocato da diversi ministri prima della riunione dell’Eurogruppo che si è svolta ieri a Lussemburgo. Il convitato di pietra di questi timori è la Germania, che col suo piano da 200 miliardi (presi a prestito sui mercati a un tasso d’interesse vantaggioso grazie al rating tedesco a tripla A), potrebbe creare disequilibri nell’Ue, con le aziende tedesche sostenute da Berlino capaci di competere meglio di quelle dei Paesi che non possono permettersi interventi di sostegno dello stesso tipo.

Perché l'Italia non può ridurre le bollette senza l'Europa (e la Germania) 

Alle lamentele del governo italiano, che ha subito messo in evidenza i rischi per l’intera Ue rappresentati dal piano tedesco, sono seguite quelle degli altri Stati membri. Non a caso, nel documento finale della riunione dell’Eurogruppo si fa riferimento alla necessità di “coordinare le nostre misure per preservare la parità di condizioni e l'integrità del mercato unico, anche astenendoci da adeguamenti fiscali dannosi”. Ma quali sono le alternative Ue?

Tra gli interventi a livello europeo contro il caro bollette si è evocato più volte negli ultimi mesi un Recovery-bis, ovvero una riedizione del piano Next Generation Eu (meglio noto come Recovery Fund) introdotto per arginare gli effetti economici della crisi pandemica e permettere ai Paesi Ue di rimettere in sesto le proprie economie. Ma lo scetticismo di diversi governi per un intervento così dispendioso sia in termini di risorse (il primo Recovery ha un costo di circa 800 miliardi di euro) che di tempo (per assegnare e spendere le risorse occorre che ogni governo presenti un suo Pnrr, che poi va approvato in sede Ue) ha spinto il dibattito verso un’altra soluzione. 

Il piano B per mettere a punto un'azione europea contro caro elettricità potrebbe essere un nuovo Sure, ovvero un prestito garantito da tutti gli Stati membri al quale i governi nazionali potrebbero attingere “per aiutare gli europei e gli ecosistemi industriali nell'attuale crisi”, ha dichiarato Gentiloni in una lettera al Corriere della Sera firmata anche dal commissario per il Mercato interno, Thierry Breton. Il primo Sure, Strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione, era nato nella primavera del 2020 per aiutare i Paesi colpiti dalla pandemia a proteggere i posti di lavoro, erogando sostegni sotto forma di cassa integrazione.

Con un budget di 98,2 miliardi di euro, il primo Sure è stato ampiamente utilizzato dagli Stati membri, che finora hanno preso in prestito circa 91,8 miliardi. Soldi che andranno comunque restituiti nei prossimi decenni dai Paesi Ue ma a un tasso d’interesse estremamente vantaggioso (soprattutto per gli Stati con un alto debito pubblico) determinato dall’Europa unita che ha garantito per tutti. Di qui l’idea di replicare il modello Sure per ottenere un doppio obiettivo: alleviare il caro bollette e dimostrare, ancora una volta, la determinazione europea a non lasciare indietro i Paesi più deboli. Il primo banco di prova di questo progetto sarà il vertice informale a Praga di giovedì e venerdì tra i capi di Stato e di governo.

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