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Sabato, 24 Febbraio 2024
Il caso / Portogallo

Lo scandalo del litio travolge il Portogallo: si dimette il premier

Antonio Costa è stato coinvolto in una indagine per presunta corruzione legato alle miniere di "oro bianco". Le sue dimissioni dopo nove anni al potere

Il sogno del Portogallo di diventare l'hub europeo del litio, minerale centrale per lo sviluppo dell'auto elettrica, potrebbe trasformarsi in un incubo. La polizia ha fatto irruzione nella residenza ufficiale del primo ministro Antonio Costa e ha arrestato il suo capo di gabinetto, Vítor Escária, nell'ambito di un'indagine per corruzione. Lo ha reso noto il procuratore generale del Portogallo. Poche ore dopo il raid, il premier ha annunciato le sue dimissioni. 

L'indagine riguarda i progetti di esplorazione del litio nel nord del Paese, osteggiati da ecologisti e associazioni di residenti per i rischi per ambiente e saluti connessi alla costruzione di eventuali miniere. Nel fascicolo c'è anche un megaprogetto sull'idrogeno verde a Sines, finanziato con 30 milioni di euro di fondi Ue. 

I media locali riferiscono di perquisizioni della polizia ancora in corso nell'abitazione di Costa e nei ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture. Oltre a Escária, sono stati arrestati anche il consigliere personale di Costa, Diogo Lacerda, uno dei più stretti confidenti del premier, e Nuno Mascarenhas, il sindaco socialista di Sines.

Costa era salito al potere nel 2015, trovando un Paese sull'orlo del baratro dopo la dura crisi economica e finanziaria che l'aveva colpito. Accettando come garanzia un salvataggio internazionale di 78 miliardi di euro che mantenne a galla le finanze, Costa ha saputo approfittare della ripresa economica globale pre-pandemia, garantendo crescita, occupazione e stabilità dei bilanci e tagliando i ponti con una serie di misure impopolari attuate dal centrodestra e ispirate ai dogmi del rigore: ha invertito i tagli ai salari e alle pensioni del settore pubblico ed è riuscito comunque a ridurre il disavanzo di bilancio quasi a zero nel 2019, il livello più basso dal ritorno del Portogallo alla democrazia nel 1974. Da qui, la nascita di quello che alcuni analisti internazionali hanno definito il "modello Costa". 

Rieletto nel 2022, Costa ha dovuto affrontare una serie di scandali che hanno colpito ministri e sottosegretari, come il 'TAPgate', dal nome della compagnia aerea pubblica Tap. Lo scandalo è scoppiato quasi un anno fa in seguito alle rivelazioni sul pagamento di una liquidazione di 500 mila euro a un amministratore della Tao che poi era stato messo a capo dell'Ente per il controllo del traffico aereo e pochi mesi dopo era stato nominato sottosegretario al Tesoro.

Costa, finora, era riuscito a sviare gli scandali. Ma quello sul litio colpisce uno dei punti di forza del "modello Costa". Negli ultimi anni, infatti, il leader socialista ha puntato molto sullo sfruttamento delle riserve minerarie del Paese e sulle sue potenzialità energetiche. Lisbona ha scoperto di avere un tesoro nascosto sotto terra, in particolare al Nord e nelle aree orientali al confine con la Spagna. A investire su questa risorsa è stata la società Savannah Resources, con sede a Londra, che lavora alla costruzione di miniere di litio in Portogallo dal 2017. La Savannah Resources ha ottenuto i permessi di esplorazione dal governo e ha già svolto attività di prospezione che le hanno consentito di individuare nella zona di Covas do Barroso, a nord est di Porto, giacimenti di spodumene, minerali molto ricchi di litio, contenenti quasi 287.000 tonnellate di questo metallo prezioso. L'idea è di dar vita a una miniera a cielo aperto (composta da 4 cave) di 542 ettari, che potrebbe essere la più grande d'Europa. Abbastanza grande per produrre le batterie per 700mila veicoli elettrici all'anno per circa dieci anni. Ma i residenti si oppongono, lamentando i rischi per ambiente e salute che comporterebbe un impianto del genere.

È proprio la concessione alla Savannah Resources a essere finita nel mirino dei giudici portoghesi, insieme ad altre due concessioni (sempre per la ricerca di litio) alla Lusorecursos. Nell'inchiesta anche la costruzione di un hub per la produzione di idrogeno e un data center.

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