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Domenica, 16 Giugno 2024
Tensioni al confine / Romania

L'escalation degli attacchi russi preoccupa la Romania: estesa la "no fly zone"

Dopo numerosi ritrovamenti di droni russi, Bucarest protesta con Mosca e amplia le restrizioni di volo nella regione al confine con l'Ucraina. Condanna da parte della Nato

La tensione tra Russia ed Unione europea è destinata a salire dopo il ritrovamento di frammenti di droni negli Stati del blocco al confine con l'Ucraina. La Romania in particolare, che è anche uno Stato membro della Nato, ha imposto ulteriori restrizioni di volo in alcune parti del suo spazio aereo lungo il confine con lo stato invaso da Vladimir Putin. La decisione è stata presa in seguito all'intensificarsi degli attacchi russi ai porti dell'Ucraina su Danubio. Nel suo territorio, in base a quanto ha dichiarato il ministero della Difesa, dall'inizio di settembre sono stati ritrovati per tre volte di seguito detriti di droni in prossimità dei porti ucraini. Il ministero ha quindi sottolineato i rischi per la sicurezza dell'Alleanza Nord Atlantica, i cui membri hanno un impegno di difesa reciproca.

Attacchi "destabilizzanti"

Gli attacchi russi sono aumentati a partire dalla metà di luglio, quando Mosca ha abbandonato l'accordo che consentiva all'Ucraina di trasportare le sue merci sul Mar Nero grazie alla mediazione di Nazioni Unite e Turchia. Il segretario generale dell'Alleanza atlantica ha definito "destabilizzanti" gli attacchi russi vicino al confine, nonostante "non vi è alcuna indicazione dell'intenzione di colpire la Nato" da parte della Russia, ha sostenuto l'alto funzionario con grande cautela.

Le prime restrizioni lungo il confine con l'Ucraina la Romania le ha imposte a maggio dello scorso anno, in relazione ad un territorio che arriva fino a 8 km all'interno dello spazio aereo nazionale a un'altezza massima di mille metri. Il 14 settembre il ministero della Difesa ha dichiarato di aver imposto ulteriori restrizioni tra i porti fluviali di Sulina e Galatifor fino a 30 km all'interno dello spazio aereo nazionale e fino a un'altezza di 4.000 metri. "I velivoli con o senza pilota non sono ammessi nelle aree soggette a restrizioni, ad eccezione degli aerei di Stato... e delle situazioni di emergenza", ha dichiarato in un comunicato il dicastero.

Ira contro Mosca

Già l'11 settembre il ministero degli Esteri rumeno aveva convocato l'incaricato d'affari russo dopo che le forze navali rumene avevano annunciato la scoperta di frammenti di droni russi nella contea di Tulcea, secondo quanto riferito dalla Reuters. I resti del drone erano stati rinvenuti a circa 2,5 chilometri a sud-est di Plauru, lo stesso villaggio dove altri frammenti di drone erano stati rinvenuti il 5 settembre. Iulian Fota, segretario di Stato per gli Affari strategici, aveva espresso una viva protesta per la violazione dello spazio aereo della Romania, chiedendo a Mosca di cessare le azioni contro la popolazione e le infrastrutture ucraine, incluse quelle che potrebbero minacciare i cittadini rumeni nella regione, sempre più preoccupati da questi ritrovamenti. Il funzionario rumeno ha chiesto con fermezza alla parte russa di cessare le azioni contro la popolazione e le infrastrutture ucraine, comprese quelle che potrebbero in qualche modo minacciare la sicurezza dei cittadini rumeni nella regione. Un appello destinato ad essere inascoltato. 

Popolazione in allarme

Il Comitato nazionale per le situazioni di emergenza ha intanto adottato delle misure per avvisare i cittadini rumeni nell'area di confine con l'Ucraina. La popolazione a sua volta sta provando a proteggersi costruendo bunker di emergenza in caso di attacchi. Romania e Ucraina condividono un confine di oltre 100 chilometri lungo il Danubio, in direzione del Mar Nero. Il porto ucraino più importante dell'area è situato lungo il fiume a Izmail, dove si trovano gli impianti di produzione del grano che nelle ultime settimane sono stati oggetto di ripetuti attacchi da parte delle forze armate di Mosca, decisa a bloccare le esportazioni della principale risorsa economica a disposizione di Kiev.

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