Conte va via e lascia Merkel a rappresentare l'Italia al vertice Ue. La Lega attacca (ma è la prassi)

Il premier è dovuto partire in anticipo per presenziare alle esequie della presidente della Calabria Jole Santelli. Aveva già una volta lasciato la delega alla cancelliera, quando il Carroccio era al governo e Salvini era il suo vice

Foto di archivio

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in tarda mattinata ha lasciato il vertice Ue ancora in corso per rientrare in Italia. L’ultimo dibattito che si è svolto al Palazzo Europa di Bruxelles riguardava la Turchia e le tensioni con Grecia e Cipro. Tra Ankara e i Paesi europei del Mediterraneo orientale è in corso una profonda crisi che riguarda soprattutto lo sfruttamento delle risorse energetiche nelle acque territoriali contese. Fonti Ue assicurano che in quel momento le conclusioni di politica estera erano già state adottate, e che le discussioni in corso riguardavano solo elementi conclusivi del Consiglio stesso. Il premier prima di abbandonare la discussione, ha lasciato la delega per rappresentare l’Italia alla tedesca Angela Merkel, che rappresenta il Paese con la presidenza di turno dell'Unione europea. La notizia, riportata dall’agenzia Agi, ha scatenato critiche sui social da parte della Lega, che ha accusato il premier di aver di fatto delegato il proprio potere alla cancelliera.

Ma quella di farsi rappresentare da un altro capo di Stato o di Governo, quando si deve lasciare la riunione per un altro impegno a livello nazionale, è una prassi ben consolidata nel Consiglio europeo e che è comune a tutti i Paesi. La finlandese Sanna Marin, ad esempio, allo scorso Summit ha partecipato anche a nome dal premier svedese Stefan Lofven., che non era venuto a Bruxelles per partecipare al funerale di sua madre. Fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che Conte ha lasciato Bruxelles in anticipo per recarsi in Calabria a presenziare alle esequie della presidente Jole Santelli, deceduta ieri a soli 51 anni. Ma ad assentarsi alla riunione di oggi sono stati anche i leader della Finlandia e della Polonia. I due hanno infatti avuto contatti, in situazioni e luoghi differenti, con persone poi rivelatesi positive al Covid. Di qui la precauzione di lasciare la delega ad altri Paesi.

Ad attaccare il premier italiano per la scelta di affidare a Merkel il compito di rappresentare il Governo di Roma sono stati l’europarlamentare Antonio Rinaldi e il deputato Claudio Borghi, entrambi leghisti e che hanno ironizzato per la cosa su Twitter. Forse non ricordano che Conte era stato rappresentato dalla cancelliera tedesca anche in un’altra occasione, peraltro durante il Governo gialloverde, cioè quando il vicepremier era ancora Matteo Salvini. Il premier venne rappresentato dalla Merkel in occasione del Consiglio europeo del dicembre 2018. Erano i mesi delle intense trattative tra Roma e la Commissione europea sulla legge di bilancio del Governo sostenuto da Lega e Movimento 5 stelle e, incuriositi dalla vicenda, i giornalisti chiesero il perché della scelta al premier. “Di Merkel ci si può fidare”, disse lui.

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