I commissari designati temono un nuovo 'caso Buttiglione'

Il politico italiano fu il primo a subire nel 2004 il veto degli europarlamentari che costrinse la Commissione a sostituirlo. Tra malumori e rivalità personali, ecco i punti di debolezza che potrebbero chiudere la strada a diversi titolari dei dicasteri Ue

L'audizione di Buttiglione al Parlamento europeo - © European Union 2004

Non è ancora detta l’ultima parola sulla composizione della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, prima donna chiamata a presiedere l’esecutivo Ue. Lo sa bene Rocco Buttiglione, commissario alla Giustizia in pectore poi bocciato nel 2004 dal Parlamento europeo per le sue posizioni troppo conservatrici sul ruolo della donna e sull’omosessualità. Tra i poteri degli eurodeputati c’è infatti anche quello di respingere la candidatura dei singoli commissari scelti da von der Leyen, mettendo quest’ultima nella situazione di doverli sostituire, come fece l’allora presidente José Barroso con l’esponente italiano della grande famiglia politica democristiana. 

Il commissario ungherese troppo vicino a Orbàn

Nelle prime ore dopo l’annuncio della spartizione degli incarichi tra i vari commissari, le critiche si sono da subito concentrate sull’ungherese, László Trócsányi, nominato titolare dell’Allargamento dell’Unione europea. All’ex-ministro della Giustizia di Viktor Orbán i socialisti ungheresi hanno già promesso che faranno “il possibile affinché non faccia parte della nuova Commissione europea”. Una dichiarazione di ostilità che potrebbe convincere i loro colleghi di gruppo parlamentare S&D (Socialisti e Democratici), la seconda formazione politica all’Eurocamera, a bocciare il candidato considerato troppo vicino al controverso leader magiaro. 

La rumena sostenuta dal politico condannato

Piovono critiche anche sulla rumena Rovana Plumb, alla quale è stato assegnato il portafoglio dei Trasporti. La sua vicinanza con Liviu Dragnea, uomo forte del Partito socialdemocratico condannato a tre anni e mezzo di prigione per una frode ai danni dello Stato, potrebbe costarle il posto, visto che la sua integrità morale è già stata messa in discussione dai liberali di Renew Europe. Questi ultimi hanno già dichiarato il loro voto contrario.

I guai della Goulard 

Anche la nomina della liberale francese Sylvie Goulard fa storcere il naso a molti eurodeputati per via delle indagini a suo carico su presunti abusi nella gestione di fondi Ue. La Goulard, scelta da von der Leyen nel ruolo di commissaria al Mercato interno e all’Industria, è stata criticata dalla stampa francese anche per via del suo incarico con un think tank americano, che le permetteva di sommare 12mila euro al mese al suo stipendio da europarlamentare

Il polacco sotto inchiesta

Il polacco Janusz Wojciechowski, scelto come commissario all’Agricoltura, è un altro nome che fa discutere. Esponente del PiS (Diritto e Giustizia) - partito al Governo di Varsavia spesso in conflitto con le istituzioni Ue - Wojciechowski è sotto inchiesta da parte dell’Ufficio europeo per la lotta anti-frode per presunte irregolarità nei rimborsi-spese per i viaggi di rappresentanza compiuti come eurodeputato dal 2004 al 2014.  

Critiche sugli incarichi di Schinas e Gentiloni

Criticità in merito alle funzioni assegnate riguardano poi il greco Margaritis Schinas, nominato alla “protezione dello stile di vita europeo”, ma anche l’italiano Paolo Gentiloni, prescelto all’Economia, ritenuto da tanti troppo “anti-austerity” in materia di finanze pubbliche.  

Prossima tappa

All’indomani delle “convocazioni” dei nuovi membri del Collegio dei commissari, il giudizio del Parlamento comincerà dalle dichiarazioni di interessi finanziari. Ogni commissario in pectore dovrà quindi specificare i propri patrimoni e pacchetti azionari all’Eurocamera. L’eventuale conflitto di interessi può portare, come extrema ratio, alla bocciatura del prescelto in quanto “non in grado di esercitare le proprie funzioni”, come specifica il Regolamento del Parlamento europeo

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