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Venerdì, 14 Giugno 2024
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"Ue e Italia comprano gas russo dall'Azerbaigian, mio padre rischia di morire per averlo denunciato"

L'economista azero Gubad Ibadoghlu è stato arrestato per aver criticato il presidente Aliyev. La figlia denuncia: "È malato e gli negano le cure. Contro di lui false accuse, è stato colpito per intimidire ogni dissenso"

L'Unione europea continuerebbe a comprare gas dalla Russia attraverso l'Azerbaigian. È una delle accuse che sono costate care a Gubad Ibadoghlu, economista azero rinomato a livello internazionale, arrestato a Baku il 23 luglio appena rientrato nel suo Paese di origine per motivi familiari. Il professore è una delle figure di spicco dell'opposizione al presidente Ilham Aliyev, e da quasi quattro mesi si trova in stato di detenzione con l'accusa di possesso o traffico di denaro falso ed estremismo religioso: accuse che la sua famiglia sostiene essere inventate.

A Bruxelles è venuta per fare pressioni sulle istituzioni Ue, affinché si muovano in sostegno dell'uomo, sua figlia Zhala Bayramova, attivista per i diritti umani e membro del Leadership Council del World Liberty Congress, una piattaforma globale che riunisce attivisti dei diritti umani e difensori della democrazia provenienti da Paesi autocratici. "Mio padre si trova in prigione per le sue denunce, come quella sul commercio del petrolio russo, ma anche quelle sul riciclaggio di fondi comunitari destinati alla ricostruzione del Nagorno-Karabakh, che sono stati utilizzati dalle imprese di Aliyev per arricchirsi", ci dice Bayramova. Bruxelles e Baku hanno firmato un accordo nell'estate del 2022, poco dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia di Vladimir Putin, per raddoppiare le forniture di gas azero all'Europa fino a 20 miliardi di metri cubi all'anno entro il 2027. L'obiettivo di Bruxelles è di ridurre di almeno due terzi le importazioni di idrocarburi da Mosca.

Zhala-Bayramova

In un articolo per la London School of Economics, dove Ibadoghlu lavora come visiting professor, lo studioso 52enne aveva sostenuto che fare affidamento sul gas azero come alternativa alle forniture russe è "irrealistico", sollevando dubbi sulla fattibilità di un rapido aumento della produzione dei quattro principali giacimenti di gas del Paese, e suggerendo che la nazione potrebbe finire per rivendere il gas russo all'Europa. "Attualmente, l'unico modo possibile per il Paese di adempiere ai propri obblighi nei confronti dell'Europa entro il 2027 sarebbe quello di acquistare ulteriore gas dalla Russia e dal Turkmenistan", ha scritto Ibadoghlu.

L'accademico, che il mese scorso avrebbe dovuto iniziare a lavorare per l'università di Dresda in Germania, rischia fino a 12 anni di carcere in caso di condanna. Ibadoghlu soffre di diabete e di problemi cardiaci e le sue condizioni di salute sono rapidamente peggiorate in carcere. "Sta così male che ha difficoltà anche a muoversi, sta morendo, gli negano le cure mediche, e spesso anche acqua e cibo. Non permettono nemmeno alla croce rossa di fargli visita", denuncia sua figlia Zhala Bayramova.

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Il Parlamento europeo ha recentemente chiesto in una risoluzione approvata a Strasburgo la sua liberazione, sostenendo che "le accuse a suo carico sono false, dovute al suo attivismo civico e motivate da ragioni politiche", chiedendo anche che siano imposte sanzioni "nei confronti dei funzionari azeri che hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani". Anche la Corte europea dei diritti dell'uomo ha chiesto al governo dell'Azerbaigian "di prendere tutte le misure necessarie per far cadere le accuse politicamente motivate e garantire il suo rilascio immediato".

Le accuse secondo sua figlia sarebbero completamente infondate. "I soldi che hanno utilizzato come prova sono stati trovati in un suo vecchio ufficio, che usava 9 anni fa, e che adesso è una casa editrice. E per giunta si trovavano in un armadietto, neanche in una cassaforte, e chiunque avrebbe potuti metterli lì", racconta. "Lo hanno colpito perché è una delle figure di spicco dell'opposizione e per dare un esempio a tutti gli oppositori, il governo ha voluto far capire che se possono colpire lui che è una degli esponenti più conosciuti a livello internazionale, possono colpire tutti. A gennaio i prigionieri politici erano 98, dopo il suo arresto sono più di 200", accusa Bayramova, ricordando che secondo l'indice di Freedm House, l'Azerbaigian è uno dei Paesi al mondo in cui c'è la situazione peggiore per quanto riguarda diritti politici e libertà civili.

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