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Venerdì, 12 Aprile 2024
Il voto

L'alleanza europea fra popolari e destra radicale perde la sua prima battaglia

Al Parlamento di Strasburgo fallisce il tentativo del Ppe di Weber di far saltare la Legge sul ripristino della natura, il regolamento ambientalista che è diventato oggetto di un feroce scontro politico

L'alleanza tra i popolari e le forze della destra radicale europea è stata sconfitta nella sua prima, vera, battaglia politica a Strasburgo. Il tentativo del Ppe di Manfred Weber di far saltare in aria la contestata Legge sul ripristino della natura, grazie ad un'inedita alleanza con il gruppo conservatore di Fratelli d'Italia e quello di Identità e democrazia della Lega, è stato sventato grazie a una votazione serratissima che si è conclusa con solo 12 preferenze di scarto.

L'emendamento che chiedeva di bocciare del tutto il testo è stato rigettato con con 312 voti a favore, 324 contrari e 12 astensioni. Tra i contrari anche 15 popolari ribelli, mentre altri tre si sono astenuti. Il lavoro per convincere i deputati del Parlamento europeo a votare in un senso o nell'altro è andato avanti in maniera frenetica fino a questa mattina. Quando la presidente Roberta Metsola ha chiamato il voto sul contestato emendamento l'Aula è piombata nel silenzio, per poi esplodere in un fragoroso applauso quando sullo schermo sono comparsi i risultati. Il relatore del testo, il socialista spagnolo César Luena, ha raccolto l'ovazione del campo del centrosinistra alzandosi in piedi e sollevando e braccia in segno di vittoria.

Il risultato è stato in bilico fino all'ultimo secondo perché almeno un terzo dei liberali, tra cui gli italiani Nicola Danti di Italia Viva e Giuseppe Ferrandino di Azione, ha appoggiato la bocciatura del provvedimento. Compatto il sostegno al provvedimento ambientalista di socialisti, Sinistra radicale The Left e Verdi. La battaglia era tutta politica e il contenuto del provvedimento in sé è finito in secondo piano. La Nature Restoration Law è un regolamento proposto dalla Commissione che punta al ripristino delle aree terrestri e marine danneggiate dall'inquinamento o dallo sfruttamento intensivo, al fine di preservare la biodiversità. A salvare il provvedimento alla fine è stato un emendamento presentato dai liberali che di fatto copiava la posizione del Consiglio Ue, annacquando molto il testo iniziale e sostituendo gli obiettivi vincolanti con un più vago obbligo di adottare misure, ma non di ottenere risultati prestabiliti.

In tutto sul testo l'Aula ha votato ben 136 emendamenti, prima dell'adozione del provvedimento nel suo insieme che è arrivata alla fine con 336 voti a favore (tra cui 21 popolari), 300 contrari e 13 astensioni. La battaglia non finisce qui, in quanto il testo ora dovrà essere negoziato con gli Stati membri, prima di arrivare a un voto finale e definitivo. In ogni caso per il leader dei popolari Weber, che con questa mossa ha provato a imporre la sua strategia, è una sconfitta pesantissima, che mette in bilico la sua stessa leadership in vista delle elezioni europee del prossimo anno.

"È stata una sconfitta per il partito popolare e per Weber. Hanno fatto una battaglia campale contro progressisti ed europeisti e questo è stato un grande. Si sono collocati a fianco dell'estrema destra mettendo da parte l'alleanza pro europea del Parlamento europeo", ha attaccato la presidente del gruppo socialista Iratxe García Pérez. Per la deputata spagnola "è arrivato il momento per Ppe di ripensare alla sua posizione" aggiungendo che "quando sarà il momento di fare campagna elettorale la faremo tutti, ma non è questo il momento".

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