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Un rifiuto su due riciclato o compostato, Italia tra i paesi Ue più virtuosi

Secondo l'Eurostat, il 51% della spazzatura prodotta nel nostro paese non è finita in discarica o in un termovalorizzatore. Meglio di noi solo Germania, Austria, Belgio e Olanda. La produzione pro-capite, pero', continua a crescere 

Poco più della metà riciclata o compostata, il resto in discarica o in un termovalorizzatore (o inceneritore che dir si voglia): l'Italia è tra i paesi Ue più virtuosi in tema di rifiuti. Almeno stando alle statistiche dell'Eurostat relative al 2016.

Secondo questi dati, il 51% dei rifiuti urbani è stata riciclata o compostata. Meglio di noi solo Germania (66%), Austria (59), Belgio (54) e Olanda (53). La media Ue è del 47%. Rispetto al 2015, è aumentata del 2% la quota di rifiuti che l'Italia ha destinato al riciclo o al compostaggio, mentre sono scese le quote sia per il conferimento in discarica (28% nel 2016), sia per gli inceneritori (20%). 

La produzione pro-capite

La nota negativa, pero', è l'aumento della produzione pro-capite di rifiuti urbani: se nel 2015, ogni italiano produceva 486 chili di spazzatura, il peso è salito a 495 nel 2016. La media Ue è di 480 chili con i danesi a risultare i meno virtuosi (777 chili, con la Germania a seguire con 626) e la Romania a detenere il record di bassa produzione (261 chili a testa). 

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