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Venerdì, 27 Maggio 2022
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L'Ue vuole trasformare 100 città a impatto zero entro il 2030

Nove sono italiane, ma nessuna del Sud. Stanziati 360 milioni di euro per i primi due anni

Ci sono Milano e Roma, Bologna e Parma, Firenze e Torino. E poi ancora Bergamo, Padova e Prato. Sono le 9 città italiane selezionate dalla Commissione europea per far parte dei 100 centri urbani che Bruxelles vuole rendere e "intelligenti e a impatto climatico zero" entro il 2030. Per farlo, ha messo sul tavolo un primo finanziamento da 360 milioni di euro da qui al 2023. Ma guardando la mappa ci si accorge di un vuoto geografico di rappresentanza: tra le 100 città, infatti, non ve n'è nessuna del Sud Italia.

Le città del Sud escluse

Non che dal Mezzogiorno non abbiano provato a entrare nella lista, che pare ambita, visti i partecipanti (da Parigi ad Amsterdam, da Madrid alla stessa Bruxelles) e le richieste pervenute, ben 377. Dall'Italia, si legge in un documento della Commissione, sono arrivate 36 domande in tutto, di cui 10 dal Sud, per la precisione da Messina, Lecce, Pescara, L'Aquila, Salerno, Battipaglia, Ragusa, Bagheria, Giugliano in Campania e Campobasso. Ma nessuna di queste città è stata selezionata. Come mai?

Stando a quanto spiega la Commissione, le città erano state invitate a manifestare il proprio interesse a partecipare alla missione nel novembre 2021, con un bando che è scaduto il 31 gennaio 2022. L'Esecutivo Ue dice di aver "applicato una procedura rigorosa per selezionare le città in modo obiettivo ed equo. 377 città di tutti gli Stati membri dell'Ue e di nove Paesi associati o potenzialmente associati hanno presentato una manifestazione di interesse. 362 di loro sono risultati idonei". Da qui, l'ulteriore scrematura che ha portato alla lista delle 100 città. Con quali criteri è avvenuta tale graduatoria?

"In primo luogo - dice sempre Bruxelles - esperti indipendenti hanno valutato ogni manifestazione di interesse. In secondo luogo, la Commissione ha utilizzato criteri aggiuntivi per garantire l'equilibrio geografico nonché l'equilibrio in termini di caratteristiche della città. Sono state scelte diverse città: alcune città 'all'avanguardia'; alcune città più grandi con il potenziale per avere un impatto maggiore in termini di neutralità climatica; alcune città con idee innovative su come realizzare la dimensione digitale o intelligente della missione, ecc". Considerato che il criterio dell'equilibrio geografico avrebbe dovuto premiare il Sud, le ragioni della mancata selezione di realtà meridionali vanno dunque cercate negli altri parametri. 

I vantaggi del club dei 100

Ma cosa prevede l'ingresso nella lista delle 100 città intelligenti e a impatto climatico zero? Come dicevamo, la Commissione ha già stanziato 360 milioni di euro provenienti dal fondo europeo per la ricerca e l'innovazione, Horizon Europe. Bruxelles ha già annunciato che questi finanziamenti copriranno le spese fino al 2023, e che dopo saranno individuate altre risorse, anche private, per sostenere gli sforzi delle amministrazioni locali a raggiungere gli obiettivi per il 2030.

Dopo essere state selezionate, le città dovranno stipulare con l'Ue i cosiddetti Climate City Contracts, che definiranno i piani d'azione e di investimenti per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. Il processo coinvolgerà i cittadini, gli organismi di ricerca e il settore privato. Sebbene non siano giuridicamente vincolanti, "questi contratti costituiranno un impegno politico chiaro e altamente visibile nei confronti dell'Ue, delle autorità nazionali e regionali e dei cittadini", assicura Bruxelles. I Climate City Contracts saranno co-creati con partner locali e cittadini, con l'aiuto di una Mission Platform gestita dal progetto NetZeroCities. La Mission Platform fornirà la necessaria assistenza tecnica, normativa e finanziaria alle città.

"Le nostre aree urbane - si legge in una nota della Commissione - ospitano il 75% della popolazione dell'Unione. A livello globale le città consumano oltre il 65% dell'energia mondiale, causando oltre il 70% delle emissioni di Co2. Perciò è importante che fungano da ecosistemi di sperimentazione e innovazione e aiutino tutte le altre a diventare climaticamente neutre entro il 2050". Per la presidente Ursula von der Leyen, "la transizione verde è iniziata in tutta Europa, ma c'è sempre bisogno di pionieri che si prefiggono obiettivi ancora più ambiziosi. Queste città ci stanno indicando il cammino verso un futuro più sano e potranno contare su tutto il nostro appoggio. Mettiamoci subito al lavoro".

Oltre alle 100 città Ue scelte, Bruxelles ha inserito nel progetto anche 12 centri urbani di Paesi extra Ue, ossia Albania, Montenegro, Bosnia, Islanda, Israele, Turchia, Norvegia e Regno Unito. Per le città escluse, la Commissione promette "un sostegno" e "opportunità di finanziamento" nell'ambito di Horizon Europe. 

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