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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
La polemica / Italia

Davvero l'Ue può fermare al caccia al cinghiale in città?

La Lav ha lanciato un appello alla presidente della Commissione von der Leyen affinché blocchi le deroghe concesse dal governo di Giorgia Meloni per consentire l'uccisione di questi animali

Il governo ha inserito nella legge di Bilancio una norma per consentire la caccia ai cinghiali anche in città, norma fortemente criticata dalle associazioni ambientaliste e animaliste. L'intervento è pensato per risolvere il problema degli animali selvatici nei centri urbani in cui stanno diventando sempre presenti, come la capitale Roma, ma è accusato di mettere in pericolo la stessa sopravvivenza della specie. Per questo sono partiti appelli al presidente Sergio Mattarella affinché bloccasse il testo, e ora che il testo è stato firmato dal Capo dello Stato gli stessi appelli sono stati rivolti anche a Bruxelles.

“Noi non ci arrendiamo e, se lo Stato non ci ha ascoltato, chiediamo l’intervento della Commissione europea per ripristinare la tutela che è dovuta agli animali selvatici”, ha dichiarato Massimo Vitturi, responsabile Lav (Lega anti vivisezione) Area Animali Selvatici. “Tutta la fauna selvatica è ora a rischio nel nostro Paese, anche quella protetta dalle Direttive europee, anche quella che vive nelle aree tutelate che fanno parte della Rete europea Natura 2000”, ha aggiunto.

Per questo è stato lanciato un appello alla presidente dell'esecutivo comunitario, Ursula Von der Leyen, e al commissario all’Ambiente, Virginijus Sinkevicius, in cui si chiede di intervenire "per imporre al Governo italiano il ripristino delle tutele previste dalle norme europee" e denunciando che "d'ora in poi i cacciatori italiani potranno intervenire nelle aree protette, anche facenti parte della rete Natura 2000, così come nelle aree urbane, in qualsiasi periodo dell'anno e a qualsiasi ora, nei confronti di qualsiasi specie animale e in assenza di ogni verifica scientifica".

Al di là di quante sottoscrizioni riceverà questo appello, è difficile che Bruxelles intervenga contro l'intervento voluto dal governo, almeno per quanto riguarda i cinghiali. Questi animali infatti non risultano tra quelli tutelati dalla direttiva Habitat, quella che protegge le specie a rischio, e anzi i cinghiali vengono definiti specie in situazione "meno preoccupante". Anche per quanto riguarda altre, eventuali, specie a rischio la Commissione europea potrebbe non poter intervenire, anche se lo volesse.

Questo perché anche nelle regole della Rete europea Natura 2000 sono concesse deroghe alle disposizioni sulla tutela delle specie nelle loro intere aree di ripartizione, anche se solo in alcune circostanze, ad esempio per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque. La direttiva però specifica che non ci devono essere altre soluzioni soddisfacenti e che le conseguenze di eventuali deroghe non devono essere incompatibili con gli scopi generali delle disposizioni comunitarie.

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