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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Green Deal

Legna e carbone non saranno tassati per sostenere le energie rinnovabili

Questi combustibili sono stati esclusi dalla riforma che punta a penalizzare le fonti fossili a favore di quelle verdi, per accontentare i Paesi che ancora li usano in maniera massiccia

Carbone e legna saranno risparmiate da un aumento delle imposte pensato per sostenere la produzione di energia sostenibile. A Bruxelles le ambizioni di un testo legislativo in discussione sono state ridotte per provare a trovare un consenso tra gli Stati membri. La presidenza semestrale belga del Consiglio Ue ha deciso di premere sull'acceleratore per arrivare al testo finale sulla direttiva sulla tassazione dell'energia entro la fine del suo mandato, che scadrà a giugno, quando ci saranno anche le elezioni europee.

L'ultimo aggiornamento della legislazione risale al 2003 e nel 2021 la Commissione ne aveva chiesto una revisione per riportarla in linea con gli obiettivi climatici stabiliti nel Green deal europeo. Fino ad oggi, però, i Ventisette non hanno trovato un accordo e per le questioni fiscali serve l'unanimità, il che ha complicato le cose. La presidenza belga sembra ora aver trovato un compromesso che escluderebbe dalla tassazione legna e carbone, tra i combustibili fossili più inquinanti, deludendo le aspettative per un futuro energetico realmente "green".

Che cos'è la direttiva sulla tassazione dell'energia

La direttiva sulla tassazione dell'energia è uno dei pilastri del pacchetto legislativo Fit for 55, approvato dalla Commissione europea nel 2021 nell'ambito del Green Deal. Questa direttiva stabilisce i livelli fiscali minimi per i prodotti energetici, dai vari combustibili per il trasporto e per il riscaldamento fino all’energia elettrica. Nel nuovo sistema di tassazione, le fonti rinnovabili dovrebbe essere favorite rispetto alle fossili, che dovrebbero essere soggette a tariffe minime più elevate anche se sono previste diverse esenzioni, fra cui i carburanti usati da navi e aerei. Ma si tratta di una questione delicata per alcuni governi, che vogliono anche difendere i loro interessi nazionali.

Il compromesso belga

La presidenza belga ha proposto un testo di compromesso, ottenuto da Euractiv, che punta a sbloccare la situazione di stallo accontentando i Paesi che fanno ancora ampio uso di carbone come la Polonia. Partendo da una proposta della Spagna dello scorso anno, si vuole adottare una posizione più rigida riguardo invece alle installazioni che utilizzano torba e residui di torba come combustibile. Solo le centrali con una capacità inferiore a 7,5 MWh sarebbero esentate dalle soglie, rispetto ai 10 MWh proposti dalla Spagna, da cui il Belgio ha ereditato la presidenza di turno. Anche i rifiuti urbani utilizzati come combustibile sarebbero esclusi.

Per quanto riguarda le esenzioni (totali o parziali), previste per tutti i tipi di fonti, queste si applicherebbero all'energia utilizzata per scopi militari, di sicurezza, operazioni di ricerca e salvataggio aerei, nonché all'energia per la pesca costiera su piccola scala e il trasporto marittimo in determinate condizioni. Esenzioni eccezionali fino a 20 anni sarebbero possibili per gli Stati membri il cui Pil sia molto basso rispetto alla media europea, come Bulgaria e Romania. Ci sono poi altre situazioni eccezionali che il testo belga identifica. Un esempio è un'esenzione di sei mesi nel caso di un aumento "imprevisto ed eccezionale" di almeno il 15% del prezzo di un prodotto rispetto al prezzo medio di vendita di quel prodotto nei 12 mesi precedenti. 

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