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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
L'appello

“Bruciare le foreste non è energia pulita”: la battaglia ambientalista a Bruxelles contro il pellet

Numerose ong chiedono al Parlamento europeo di interrompere i sussidi ai produttori di biomassa forestale: "E' più inquinante delle fonti fossili"

Un'ampia coalizione di organizzazioni non governative ha chiesto al Parlamento europeo di non conteggiare più la biomassa forestale ai fini del raggiungimento degli obiettivi di energia rinnovabile, e di porre fine ai sussidi pubblici. L'appello arriva in occasione del voto sulla riforma della Direttiva Ue sulle energie rinnovabili (Red) prevista il 13 settembre.

Grazie alla classificazione della biomassa forestale come "rinnovabile", una parte consistente e crescente dell'energia rinnovabile dell'Unione europea proviene dalla combustione di alberi e altro legname. A oggi, sostiene la coalizione, oltre il 50% del legno raccolto in Europa viene bruciato per produrre energia rinnovabile. Secondo gli esperti coinvolti in uno specifico studio “la combustione di biomassa legnosa emette più anidride carbonica per unità di energia rispetto alla combustione di combustibili fossili”. In sostanza si otterrebbe l'effetto opposto di quanto richiesto per affrontare il cambiamento climatico. La raccolta di biomassa, precisano le Ong, starebbe anche provocando il degrado delle foreste in tutta Europa e nei Paesi che esportano pellet di legno nell'Ue.

Sostituire solo il 10% dei combustibili fossili russi importati dagli Stati membri con la biomassa forestale, affermano, richiederebbe un aumento del 60% dei consumi di legna, con il combustibile fornito in gran dalle foreste, “dato che le scorte di biomassa legnosa secondaria, come i residui dei mulini, sono già state assegnate”. Attivisti e ricercatori chiedono quindi di porre fine ai sussidi per la combustione di biomassa e per tutte le centrali elettriche che bruciano legno. Domandano anche di garantire l'applicazione del "principio di cascata", cioè una gerarchia di utilizzo del legno che dia priorità all'uso di prodotti materiali a lunga durata rispetto alla combustione.

Le Ong basano le loro richieste sulle relazioni delle commissioni Industria e Ambiente del Parlamento europeo, che contengono raccomandazioni per porre fine all'ammissibilità della maggior parte della biomassa forestale per il raggiungimento degli obiettivi di energia rinnovabile degli Stati membri e per la ricezione di sussidi. In base ala definizione di "biomassa legnosa primaria" verrà determinata l'ampiezza dell'impatto di questo cambiamento. La coalizione, nota come Forest Biomass out of RED e a cui aderiscono oltre 100 Ong, sta sollecitando il Parlamento a rafforzare e adottare queste raccomandazioni, con il sostegno di centinaia di scienziati. Sono stati 300mila i singoli cittadini che hanno inviato lettere, firmato petizioni e intrapreso altre azioni per sostenere questa iniziativa.

Tra siccità e il moltiplicarsi di incendi devastanti, le aree boschive sono già sottoposte ad una pressione notevole. Sfruttarle per produrre energia peggiorerebbe la loro condizione. “L'aumento dei disboscamenti porta a un aumento delle aree aperte e a buchi nelle chiome, compromettendo gravemente la resilienza delle foreste. Senza un'adeguata copertura forestale, l'approvvigionamento idrico è ancora più a rischio”, sottolinea il comunicato diffuso dalla coalizione. "Le foreste dell'Ue  sono già gravemente indebolite dal taglio eccessivo e dalla gestione intensiva delle piantagioni", ha dichiarato Peter Wohlleben, forestale tedesco e autore della ricerca.

Sotto accusa l'industria delle biomasse, che “ha goduto di miliardi di euro di sussidi pubblici e di incentivi di mercato negli ultimi dieci anni, al prezzo di un ulteriore taglio delle foreste e di massicce emissioni di CO2, e vorrebbe continuare a farlo", ha affermato Martin Pigeon, attivista per le foreste e il clima di Fern. Respinta quindi la tesi di questo settore industriale che proclama la combustione del legno come "priva di emissioni", "rinnovabile" e "neutrale rispetto al carbonio". La crisi energetica, accusa Bruna Campos di EuroNatur, sarebbe utilizzata in modo vergognoso per abbattere le foreste. “Oltre alle emissioni di gas serra, la combustione del legno è la principale fonte di inquinamento atmosferico mortale in Europa e contribuisce a più di 300mila morti premature nell'Ue ogni anno", ha dichiarato la dottoressa Mary Booth, direttore della Partnership for Policy Integrity.

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