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Smog, da Bruxelles ultimatum all'Italia

Nel mirino della Commissione Ue anche altri 8 paesi membri che non hanno rispettato finora le norme sulla qualità dell'aria. Nuove misure entro lunedì o scatterà il deferimento alla Corte Ue (con il conseguente rischio di pesanti sanzioni)

Oltre al danno, la beffa. Lo smog che attanaglia il Belpaese rischia di trasformarsi in pesanti multe. Oggi, dopo aver incontrato il ministro all'Ambiente Gian Luca Galletti, la Commissione europea ha lanciato un ultimatum a nove Stati membri, tra cui l'Italia, affinchè presentino “al più tardi entro lunedì” nuove misure per affrontare il problema della qualità dell'aria e dell'inquinamento atmosferico. In caso contrario, scatterà il deferimento alla Corte di giustizia dell'Ue. 

La posizione della Commissione Ue

“Ancora oggi, nel 2018, 400 mila persone stanno ancora morendo prematuramente ogni anno a causa dell'incapacità diffusa di affrontare il problema” della qualità dell'aria, ha spiegato il commissario responsabile, Karmenu Vella: “Il senso d'urgenza non è evidente in alcuni Stati membri”, è la tirata d'orecchi. La Commissione ha “chiesto ai ministri di presentare nuove misure al più tardi entro lunedì", ha spiegato Vella. "L'unica cosa che ci può fermare dall'andare avanti  è che i piani che ci presenteranno riescano a raggiungere i modo efficace gli obiettivi senza ritardo”, ha aggiunto il commissario. I nove paesi sono Italia, Francia, Germania, Spagna, Repubblica ceca, Romania, Ungheria, Slovacchia e Regno Unito.

La replica dell'Italia

Per quanto riguarda l'Italia, il nostro paese è sotto procedura d'infrazione per il mancato rispetto dei limiti del biossido di azoto (No2) e delle polveri sottili (Pm10), che avrebbero dovuto essere raggiunti rispettivamente nel 2010 e nel 2005. “Il problema non riguarda solo noi, ma 19 paesi su 28 in Europa – ha detto il ministro Galletti dopo l'incontro con Vella - Forse vale la pena di valutare anche quello che ogni paese sta facendo e noi, credo che oggi lo abbiamo dimostrato in riunione, abbiamo portato sul tavolo delle azioni molto forti. Basti pensare che gli sforamenti dal 2000 a oggi si sono ridotti di oltre il 70%”. Sforzi che pero' non sono bastati a ridurre l'emergenza smog, soprattutto nella Pianura padana, la macroregione con la qualità dell'aria peggiore di tutta Europa.

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