Plastica, senza la ‘discarica’ cinese Europa al collasso

Lo stop di Pechino all’acquisto degli scarti dell’Ue e dell’Occidente ha messo in crisi i grandi produttori di scarti, che adesso li smaltiscono male

Azioni decise, ma che rischiano di essere vanificate. L’Unione europea ha da poco messo al bando la plastica mono-uso in tutte le sue declinazioni quotidiane. Cannucce, stoviglie, bastoncini cotonati, posate: basta produzione e consumo di tutto ciò. Perché la questione dell’inquinamento da plastica c’è, ed è sempre più pressante. Soprattutto da quanto la Cina ha smesso di essere la discarica mondiale di questa sostanza. Costringendo a smaltire in modo grossolano quello che non si vende più.

La Repubblica popolare cinese ha smesso di comprare la spazzatura altrui, compresa quella degli europei, l’anno scorso. Una decisione che ha finito con penalizzare l’Europa, che nel 2016 e nel 2017, prima cioè dello stop di Pechino, ha inviato al Paese asiatico il 42% di tutti gli scarti plastici spediti fuori dall’Ue. Malesia, Thailandia e Vietnam si sono fatte ‘pagare’ la disponibilità a sostituirsi alla Cina, imponendo restrizioni alle esportazioni dell’immondizia plastica internazionale.

Il risultato, denuncia Greenpeace, è che le esportazioni di plastica tra il 2016 al 2018 sono passate da 1,1 milioni a 500mila tonnellate al mese. Una buona notizia? Macchè. Perché gli Stati che prima esportavano grandi quantità di questi rifiuti si sono ritrovati a gestire un'eccedenza di tali materiali. Non essendo preparati a questa situazione, lamenta l’associazione ambientalista nel rapporto “Le rotte globali, e italiane, dei rifiuti in plastica”, si è iniziato a smaltire questa mole di spazzatura in modo inappropriato, vale a dire tramite l’invio di materiali riciclabili in discariche, l’esportazione illegali, e roghi nei depositi di rifiuti. Tutte pratiche nocive per la salute e l’ambiente, e che rischiano di vanificare gli sforzi delle politiche comunitarie in tema di lotta alla plastica.

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“L'Occidente rischia di essere letteralmente sommerso dalla plastica”, denuncia Greenpeace. Che avverte: o la smaltimento della plastica lo fanno l’Europa e l’occidente in modo appropriato, o il problema plastica persisterà, dato che “la maggior parte dei rifiuti di plastica oggi viene esportata in Paesi con regolamentazioni ambientali meno rigorose e in nazioni prive di una reale capacità di gestione e riciclo”.

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