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Lunedì, 8 Agosto 2022
La trattativa

Su nucleare e gas come fonti Green l'Ue prende tempo

L'adozione della tassonomia posticipata dalla Commissione che spiega: "Diamo modo ai paesi membri di ragionare ancora sulla loro posizione"

"Possiamo confermare che la scadenza" per l'adozione dell'atto delegato della Commissione Europea sulla tassonomia verde, originariamente prevista per dopodomani, "è stata rinviata, in modo di dare un po' più di tempo" ai Paesi membri perché diano il loro parere, dato che "siamo all'inizio dell'anno e ci sono state le ferie natalizie. È naturale concedere un po' più di tempo". Lo ha detto il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

Il testo sta facendo molto discutere perché Bruxelles pensa di inserire gas e nucleare tra le energie che non hanno impatto sul clima, aprendo le porte a tutta una serie di sonfi comunitari per le politiche green. Come spiega AdnKronos una volta adottato, il Consiglio Ue e il Parlamento Europeo avranno quattro mesi di tempo per esaminare l'atto; se necessario, potranno chiedere altri due mesi di tempo. Alla fine del periodo di esame, sia il Consiglio che il Parlamento avranno il diritto di bocciare l'atto delegato, ma non di emendarlo. Per respingere l'atto in Consiglio occorre una maggioranza qualificata rafforzata inversa, cioè il voto di almeno il 72% dei Paesi (20 Stati), che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell'Ue. Il Parlamento europeo può respingere l'atto delegato con il voto della maggioranza assoluta dei suoi membri.

L'atto delegato propone di includere l'energia nucleare e il gas naturale, entrambi a determinate condizioni, tra gli investimenti 'verdi'. La Francia ricava circa il 70% della propria energia elettrica dal nucleare, energia che viene esportata (anche in Italia). La Germania ha deciso di abbandonarla all'epoca del disastro di Fukushima, ma al posto dell'atomo si prevede che punti sul gas nella fase di transizione, oltre che sulle rinnovabili. Il nuovo governo ha deciso di accelerare l'uscita dal carbone, la fonte di energia più inquinante, che produce ancora circa un quarto dell'energia elettrica del Paese, fissandola al 2030 anziché al 2038.

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