Domenica, 1 Agosto 2021
Ambiente

Legge sul clima, c'è l'accordo a Bruxelles. Ma i Verdi Ue protestano: "Target ambiguo, colpa della Germania"

I negoziatori del Parlamento e degli Stati membri hanno raggiunto un'intesa su quella che sarà la guida delle politiche europee dei prossimi anni. Ma gli ambientalisti contestano il testo. Anche la Lega contraria, ma per opposte ragioni

Un’Unione europea climaticamente neutra entro il 2050 e riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Questi sono i due obiettivi principali dell’accordo politico provvisorio raggiunto dai rappresentanti del Consiglio e del Parlamento europeo nell’ambito della nuova legge sul clima dell’Ue, che João Pedro Matos Fernandes, ministro dell’Ambiente, Paese che detiene la presidenza del Consiglio Ue, definisce “la legge delle leggi perché definisce il percorso europeo per i prossimi trent’anni”. Ma l'accordo non è piaciuto a buona parte del fronte ecologista europeo. I Verdi Ue lo definiscono un accordo "al ribasso" e accusano la Germania di aver annacquato il testo, opponendosi a una maggiore riduzione delle emissioni entro il 2030, anche vista la posizione del Parlamento, che aveva richiesto un target del 60%.

Gli elementi dell’accordo

Per quanto riguarda l'obiettivo 2030, i negoziatori hanno convenuto sulla necessità di dare priorità alla riduzione delle emissioni rispetto alla rimozione. Il Consiglio ha comunicato che “al fine di garantire che entro il 2030 vengano compiuti sforzi sufficienti per diminuire e prevenire le emissioni, è stato introdotto un limite di 225 Mt di CO2”. I rappresentanti delle due istituzioni hanno anche posto “l’obiettivo ambizioso di raggiungere zero emissioni entro il 2050”. Nell’accordo provvisorio viene è prevista l'istituzione di un Comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici, composto da 15 esperti senior di diverse nazionalità per un mandato di quattro anni. Questo organo indipendente avrà il compito non solo di fornire consulenza scientifica all’Ue, ma monitorare che le misure attuate da Bruxelles e i risultati siano coerenti con la legge comunitaria sul clima e con l’Accordo di Parigi. I negoziatori hanno stabilito che la Commissione dovrà impegnarsi con i settori dell’economia che scelgono di preparare tabelle di marcia volontarie per il raggiungimento dell’obiettivo di neutralità climatica dell’Unione entro il 2050.

Elemento importante del Green Deal europeo

L’esecutivo europeo ha accolto con favore l’accordo provvisorio raggiunto dai colleghi delle altre due istituzioni. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen ha dichiarato di essere “felice” per il risultato ottenuto. “La legge sul clima è un elemento essenziale del Green Deal europeo. Il nostro impegno politico di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 diventerà ora anche un impegno giuridico” ha affermato la presidente. Frans Timmermans, che ha definito l’accordo “una tappa storica per l’Ue”, ha affermato che quando i leader mondiali si riuniranno in occasione della Giornata della Terra il 22 aprile “l’Unione porterà questa buona notizia al tavolo dei negoziati, e auspichiamo che ispiri i nostri partner internazionali”. La Commissione sta anche preparando il lancio del nuovo pacchetto “Fit for 55%”, previsto per giugno. Il nuovo progetto propone di aggiornare i piani per il 2030 sul clima e l’energia dell’Ue che prevedono una riduzione delle emissioni nette del 40%, per raggiungere l’obiettivo più elevato di una diminuzione del 55%.

Le critiche dei Verdi

Per il gruppo parlamentare dei Verdi europei, l’accordo raggiunto non è sufficiente, anzi lo definiscono “al ribasso”. "L'Ue ha fallito nello stabilire un obiettivo serio per la riduzione delle emissioni al 2030 e così non rispetterà i criteri dell'accordo di Parigi". Questa l’accusa dell'eurodeputato tedesco verde, Michael Bloss, co-relatore dell'Europarlamento per la legge sul clima. Per Bloss si tratta di "un target ambiguo costruito su un trucco contabile che non darà i giusti incentivi all'industria per impegnarsi davvero nella transizione ecologica".

Come spiegano i membri della delegazione italiana dei Verdi europei, Eleonora Evi, Rosa D’Amato, Piernicola Pedicini e Ignazio Corrao, il target del 55% fissato dall'accordo tiene conto "della capacità di assorbimento di suoli e foreste". Al netto di questo fattore, il target reale sarà "del 52,8% delle emissioni entro il 2030. Decisamente troppo poco per mantenere le temperature globali entro 1,5 C° nel rispetto degli Accordi di Parigi”, attaccano. "Un’occasione mancata anche per la creazione di posti di lavoro", proseguono citando uno studio della Cambridge Econometrics, "secondo cui la reale e concreta riduzione delle emissioni del 60% entro il 2030 (come richiesto dal Parlamento, ndr) porterebbe in Italia un aumento dell’occupazione dell’1,2% e una crescita del Pil del 2,6%", concludono.

E quelle della Lega

Insoddisfatta, ma per opposte ragioni, la Lega: "Purtroppo Bruxelles continua a lavorare in maniera ideologica senza adeguate valutazioni di impatto economico e sociale dietro i suoi provvedimenti - dice Silvia Sardone, esponente del Carroccio in commissione Ambiente al Parlamento Ue - Nel nome dell’ideologia green si rischia di penalizzare tante imprese italiane e di mettere in difficoltà i lavoratori, già ora in pericolo vista la pesantissima crisi economica. Imbarazzante l’atteggiamento Ue verso Cina e India: mentre noi ci limitiamo e facciamo i portabandiera di un ecologismo lontano dalla realtà, grandi Paesi del mondo - con i quali l’Ue fa affari - continuano a inquinare con percentuali sempre più alte, nel silenzio delle istituzioni europee. Spiace che Bruxelles non si concentri sulle vere emergenze attuali come il piano vaccinale europeo deludente e la crisi che attanaglia l’Europa”, conclude.

Il testo dell'accordo adesso sarà sottoposto al voto finale di Consiglio ed Eurocamera. Dopodiché la legge sul clima entrerà in vigore.

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