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In Europa 32 miliardi all'industria dell'auto (anche inquinante), Germania prima per sussidi

Il 96% degli incentivi per i veicoli aziendali vanno ai motori inquinanti. Le macchine vengono poi rimpiazzate grazie ad altri sgravi fiscali e finiscono nel mercato dell'usato

Al netto degli ultimi aiuti di Stato nel contesto della crisi pandemica, i Governi europei offrono alle case automobilistiche sussidi per un valore di 32 miliardi di euro all’anno per l'acquisto di nuove macchine, la stragrande maggioranza delle quali sono modelli inquinanti che vanno a diesel o benzina. Le cifre arrivano dallo studio degli analisti Dataforce per conto di Transport & Environment, organizzazione attiva sui temi del trasporto sostenibile. La Germania, il più grande mercato automobilistico dell'Ue, secondo lo studio fornisce sussidi per 12 miliardi di euro.

I soldi pubblici vanno in gran parte alle auto con motori a benzina e diesel, mentre una minoranza finiscono a sovvenzionare i veicoli elettrici o motori ibridi a basse emissioni. Dallo studio emerge infatti che il 96% delle nuove auto aziendali sussidiate dai Paesi Ue macinano chilometri grazie a motori a combustione interna che emettono anidride carbonica, nonché altri agenti inquinanti e nocivi come gli ossidi di azoto.

I principali mercati automobilistici europei, tra cui Regno Unito, Germania e Francia, concedono considerevoli aiuti economici alle aziende che acquistano auto, sia per le flotte di veicoli che come benefici per i dipendenti. L’Italia risulta invece tra i Paesi Ue che hanno concesso meno sovvenzioni negli ultimi anni, con una media di ‘soli’ 1,6 miliardi, a fronte dei 2,5 miliardi spesi in Francia e 2,2 in Spagna. Tra i sussidi più comuni c’è la detrazione dell’Iva e le cancellazioni di ammortamenti - vantaggi non disponibili per famiglie e comuni consumatori. 

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Le aziende acquistano la maggior parte delle auto nuove nei mercati più grandi d'Europa, molte delle quali finiscono - qualche anno dopo - sui mercati dell'usato. Nel solo Regno Unito, gli acquisti di auto aziendali hanno rappresentato il 56% degli acquisti nel 2019. Secondo Transport & Environment, i sussidi concessi agli acquisti di auto aziendali dovrebbero essere reindirizzati verso auto elettriche a zero emissioni. “Le auto elettriche sono già la scelta migliore per i veicoli aziendali che accumulano chilometraggi elevati”, ha affermato Saul Lopez, responsabile della mobilità elettrica di Transport & Environment. “Eppure - prosegue - la maggior parte delle auto aziendali ha motori inquinanti. Perché i contribuenti dovrebbero sovvenzionare efficacemente l'inquinamento delle auto aziendali quando l'impianto elettrico è più economico da usare?”, si chiede Lopez.

Nonostante la bassa percentuale di sussidi per le auto elettriche, la produzione e la vendita dei veicoli a zero emissioni sta aumentando rapidamente, dal momento che le case automobilistiche stanno cercando di raggiungere gli obiettivi di riduzione di CO2 entrati in vigore all'inizio del 2020. Ma secondo gli ambientalisti il cambiamento sarebbe molto più rapido se solo gli Stati Ue la smettessero di sovvenzionare i veicoli inquinanti.

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