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Lunedì, 28 Novembre 2022
La polemica

Dall’Europa meno vincoli sulle rinnovabili ma gli ambientalisti protestano

La Commissione taglia la burocrazia per gli impianti fotovoltaici, le pale eoliche e le altre fonti ‘verdi’. Nel mirino degli attivisti l’assenza di salvaguardie per habitat naturali e uccelli

Il taglio del gas dalla Russia unito all’aumento record delle bollette ha convinto l’Europa a scommettere sulle rinnovabili. Per passare dalle parole ai fatti, Bruxelles ha proposto un regolamento temporaneo e di emergenza per snellire i requisiti normativi e accelerare l’autorizzazione di impianti fotovoltaici, parchi eolici e altre fonti locali di energia ‘verde’. Ma i primi a criticare questa scelta sono stati gli ambientalisti.

La proposta di Bruxelles "non affronta i reali ostacoli alla transizione energetica e, scavalcando le salvaguardie ambientali e i controlli democratici, rischia di crearne dei nuovi", ha avvertito l’European environmental bureau, la rete europea di 170 organizzazioni ambientaliste basate in 35 Paesi. La misura è stata avanzata dalla Commissione come soluzione ‘ponte’ in attesa dell’adozione e il recepimento della nuova direttiva sulle energie rinnovabili, attualmente ancora in discussione ai tavoli Ue.

Ai sensi della proposta di snellimento della burocrazia, gli impianti di energia rinnovabile diventeranno progetti di interesse pubblico prevalente. "Ciò consentirà alle nuove procedure di autorizzazione di beneficiare, con effetto immediato, di una valutazione semplificata per specifiche deroghe previste dalla legislazione ambientale dell’Ue", si legge in una nota della Commissione. Inoltre, "la proposta chiarisce l'ambito di applicazione di alcune norme previste nelle direttive Birds e Habitat" per la protezione degli uccelli e degli habitat naturali "al fine di eliminare le strozzature nel processo di rilascio delle autorizzazioni per determinati progetti di energia rinnovabile".

Di qui l’opposizione degli ambientalisti: "Aumentare lo sviluppo delle rinnovabili è urgente e imperativo ma farlo a scapito delle salvaguardie ambientali e dei controlli democratici creerà una notevole incertezza giuridica e innescherà contenziosi a livello locale". A detta degli attivisti per la protezione della biodiversità "la proposta di rendere lecita qualsiasi uccisione di specie protette ai sensi delle direttive Birds e Habitat fintanto che non vengono definite ‘misure di mitigazione appropriate’ modifica queste direttive fondamentali senza alcuna valutazione o voce in capitolo".

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"Nel bel mezzo di un'estinzione di massa, che è fondamentalmente intrecciata con la crisi climatica, dobbiamo aprire la strada a soluzioni vantaggiose per la diffusione di energie rinnovabili che riducano le emissioni di gas serra proteggendo e migliorando nel contempo gli ecosistemi dell’Ue", ha concluso Laura Hildt, responsabile delle politiche per la biodiversità dell’European environmental bureau.

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