Coronavirus, lo strano caso delle miniere di carbone: in Polonia 1 contagio su 10 arriva da lì

Nel Paese dipendente all'80% delle fonti fossili i principali focolai si trovano nelle zone estrattive che assicurano l'approvvigionamento energetico

Oltre il 10% dei casi confermati di Covid-19 registrati in tutta la Polonia dall'inizio dell'epidemia si sono verificati nelle miniere di carbone, con un rapido aumento durante lo scorso fine settimana. Gli oltre 1.150 nuovi casi, 576 dei quali registrati sabato e 575 domenica, rappresentano una crescita record per il Paese Ue che finora è riuscito più di tanti altri Stati europei a contenere la patologia virale. 

Le cifre del contagio

In una miniera della provincia meridionale dell’Alta Slesia è nato il focolaio responsabile del nuovo picco record nei casi confermati di coronavirus nel Paese. Lo si apprende dal ministero della Salute di Varsavia, che nel fine settimana ha registrato 1.151 nuove infezioni a livello nazionale. La Polonia ha introdotto un rigoroso regime di confinamento a inizio marzo e ha evitato il numero relativamente elevato di decessi che si sono verificati nell'Europa occidentale. Finora nel Paese sono morte di Covid-19 1.157 persone e 26.561 sono state contagiate.

La dipendenza dal carbone

L'Alta Slesia è il cuore industriale della Polonia, con oltre una dozzina di miniere attive in cui i lavoratori passano intere giornate in ambienti umidi e in spazi che non consentono il distanziamento sociale. A preoccupare le autorità, oltre alla situazione epidemiologica, sono questioni che hanno ben poco a che vedere con la salute dei pazienti contagiati, ma bensì con l’approvvigionamento energetico dell’ex Repubblica Popolare. Le miniere dove si sono verificati più contagi contribuiscono sensibilmente ad assicurare la sicurezza energetica del Paese, ancora dipendente all’80% dal carbone

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Industria in spazi ridotti, un fattore di rischio

La notizia del nuovo focolaio nella miniera polacca non rappresenta di certo un fulmine a ciel sereno per il comparto estrattivo o, più in generale, per le attività industriali concertate in spazi ridotti. La diffusione dell'infezione in simili luoghi di lavoro si è verificata in tutto il mondo. L’attività estrattiva di Mponeng in Sudafrica, la miniera d'oro più profonda del mondo, è stata interrotta dopo che 164 casi di coronavirus sono stati rilevati tra i lavoratori a fine maggio. Negli Stati Uniti, ci sono state invece circa 20.400 infezioni in 216 fabbriche di lavorazione della carne, un altro comparto considerato a rischio.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Per l'Ue anche l'Italia è zona rossa: si salva solo la Calabria (che però perde il "bollino" verde)

  • Svezia sicura della sua strategia, elimina anche le restrizioni per anziani e vulnerabili

  • Altro che Mes, l'Italia pronta a rinunciare anche ai prestiti del Recovery fund

  • È vero che l'Ue vuole tassare la prima casa? Sì, ma solo se sei ricco

  • La Corte Ue "salva" il taglio dei vitalizi agli eurodeputati italiani

  • Si rifiuta di stringere la mano alle donne. Negata cittadinanza a medico libanese

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
EuropaToday è in caricamento