Sabato, 16 Ottobre 2021
Ambiente

Amazzonia più che mai a rischio, gli esperti: "Se continua così nel 2064 sarà sparita"

Incendi e disboscamento sono le principali cause della perdita di alberi, sacrificati per lasciare spazio all’allevamento del bestiame su scala industriale e alla produzione di soia

Il futuro della più grande foresta pluviale del mondo è segnato. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Environment: Science and Policy for Sustainable Development ha concluso che dell’Amazzonia come la conosciamo oggi non resterà altro che uno sbiadito ricordo e ed entro il 2064 diventerà in gran parte una pianura arida con una vegetazione arbustiva. L’autore della pubblicazione, il professor Robert Toovey Walker dell’Università della Florida, punta il dito contro la deforestazione e lo sfruttamento economico delle immense risorse naturali.

Il punto di non ritorno

Il professor Walker ha affermato che il forte sviluppo nelle nazioni amazzoniche, a partire dal Brasile, ha già fortemente danneggiato la foresta e oggi minaccia di spingerla oltre il punto di non ritorno. “Se la stagione secca dell'Amazzonia meridionale continuerà ad allungarsi come negli ultimi decenni - si legge nell’articolo - la siccità del 2005 diventerà la nuova normalità della regione prima della fine del secolo”. “Una foresta - fa notare il professore - non può sopravvivere se la sua chioma ha bisogno di più di 4 anni per riprendersi da un evento annuale”. Per tale motivo “l'Amazzonia meridionale può aspettarsi di raggiungere un punto critico prima del 2064” se continua “il ritmo attuale di allungamento della stagione secca”. A quel punto, “il ciclo di ritorno della grave siccità sarà sceso al di sotto del tempo necessario per il recupero della chioma” e “il paesaggio boschivo, denudato dal fuoco, sarà permanentemente invaso da erbe e arbusti infiammabili”.

Senza foresta meno piogge

Incendi e disboscamento sono le principali cause della perdita di alberi, sacrificati per lasciare spazio a favore dell’allevamento del bestiame su scala industriale e alla produzione di soia. Inoltre, l'estrazione illegale d’oro sta mettendo a nudo la foresta e inquinando i fiumi. Un’eccessiva durata della stagione secca e gli incendi associati determinano la mortalità degli alberi, creando una reazione a catena “probabilmente accelerata dall'Iniziativa per l'integrazione delle infrastrutture regionali del Sud America”, scrive ancora il professor Walker. Un mix di fattori destinato a “inibire il trasporto di umidità a sud verso il bacino del fiume La Plata e quindi la ricarica della falda acquifera Guarani”. I modelli esposti nello studio prevedono che una volta che la deforestazione raggiungerà il 30-50% nell'Amazzonia meridionale, le precipitazioni a ovest diminuiranno fino al 40%, portando al deterioramento ambientale della foresta. 

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