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Italiani primi in Ue per consumo d'acqua. Ma la metà non arriva al rubinetto

I dati Istat certificano che il volume pro-capite che preleviamo dalle fonti è il più altro tra i Paesi dell'Unione. Il 47,9%, pero', viene disperso nella rete idrica

Nell'Unione europea, nessuno preleva più acqua di noi dalle fonti. Ma dei quasi 9,5 miliardi di metri cubi che sottraiamo ogni anno dai bacini, riusciamo ad utilizzarne poco più della metà. Il resto si perde nelle reti idriche e non raggiunge i nostri rubinetti. E' il quadro che emerge da un report dell'Istat nalla Giornata mondiale dell'acqua. 

Secondo l'istituto nazionale di statistica, il volume giornaliero prelevato per uso potabile dalle varie fonti di approvvigionamento presenti nel nostro Paese è di 428 litri a testa, il più alto dell'Ue. In realtà, ciascuno di noi ne consuma 220 litri. La ragione è che dalla fonte al rubinetto, il 47,9% dell'acqua viene dispersa dalle reti.

Un danno ambientale ed economico, visti i problemi di siccità con cui hanno a che fare agricoltori e cittadini: nel 2017, tanto per fare un esempio, 11 grandi città, quasi tutte del Sud, sono steta costretta a misure di razionamento nella distribuzione dell'acqua per uso civile.

Nel 2018 sono circa 24 milioni 800 mila (95,8% del totale) le famiglie che dichiarano di essere allacciate alla rete idrica comunale. A livello territoriale la quota più alta, 98,5%, è nel Nord-Ovest mentre la più bassa si registra nelle Isole (93,1%). Il 4,2% delle famiglie dichiara invece una fonte di approvvigionamento diversa dalla rete comunale attraverso pozzi, sorgenti o altre fonti private. 

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