Giovedì, 24 Giugno 2021
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Da Utoya a Ventotene: 2148 chilometri in memoria di chi diede la vita per un futuro di pace e democrazia

Il viaggio simbolico del progetto "Meridiano d'Europa" dal luogo della strage nazifascista che 10 anni fa sconvolse il mondo fino all'isola dove nel 1942 due giovani italiani immaginarono la futura Unione europea

Ottanta anni fa a Ventotene, un'isola al largo della Campania, due giovani italiani, nel pieno della Seconda guerra mondiale, scrissero un manifesto che diventerà tra i testi fondanti della futura Unione europea. Settant'anni più tardi, in un'altra isola, quella di Utoya, in Norvegia, un terrorista trentenne uccise 69 ragazzi e ragazze, in un attentato ispirato da quelle ideologie nazifasciste che il progetto di un'Europa unita avrebbe voluto seppellire per sempre. Ecco perché Ventotene e Utoya hanno qualcosa in comune. Ed ecco perché un gruppo di ragazze e ragazzi ha deciso di unire questi luoghi attraverso un percorso a tappe (fisico e virtuale) che passerà anche da Lampedusa e che sta coinvolgendo scuole e associazioni italiane per discutere di come rilanciare la costruzione di un’Europa democratica, solidale e inclusiva.

Il progetto si chiama Meridiano d’Europa ed è giunto alla sesta edizione. Negli anni passati, l'idea del viaggio si era trasformata in veri e propri pellegrinaggi a piedi. Ma quest'anno, data la situazione sanitaria, gli organizzatori hanno pensato bene di unire il virtuale e il reale, in particolare per raggiungere "simbolicamente" Ventotene, li' dove Alterio Spinelli e Ernesto Rossi scrissero l'omonimo Manifesto.. “Abbiamo dovuto ripensare alle modalità del progetto e per questo ci siamo affidati alla tecnologia - dicono Giulia Bartolini e Kleoniki Valleri di Le Discipline, un’associazione di promozione sociale che lavora con i giovani sul territorio fiorentino e che fa parte del progetto insieme rete nazionale di associazioni WeCare - Non potendo essere fisicamente nell’isola di Ventotene, abbiamo deciso di optare per un’iniziativa alternativa: abbiamo dato una maglietta ai nostri ragazzi e abbiamo chiesto loro di fare il 9 maggio, in occasione della Festa dell'Europa, un pezzo di un percorso simbolico, in modo da contribuire a coprire i Km che separano Ventotene da Utoya, luogo della strage del 2011. Abbiamo poi detto ai partecipanti di caricare una foto sui social e scrivere quanti Km hanno percorso”.

"Abbiamo ricevuto davvero moltissime adesioni e pensiamo di aver raggiunto i 2148 Km che separano Ventotene e Utoya, ma ci vorrà un po' di tempo per raccogliere tutto il materiale", spiega Kleoniki. “L’obiettivo è sempre quello di partire dalla memoria europea, Ventotene, passando per quella che è l’Europa di adesso, con tutte le sfide del multiculturalismo che Utoya incarna". Già, perché le vittime dell'attento del 22 luglio 2011 a Utoya erano giovani che partecipavano al campus esitivo del Partito laburista norvegese. Un campus dove si discuteva di pace, diritti, solidarietà. E che fu travolto dalla furia omicida di un terrorista di estrema destra.  

La memoria è una delle parole chiave del Meridiano. L'altra è "futuro". Ecco perché l'edizione di quest'anno è legata a doppio filo alla Conferenza sul futuro dell’Europa: "Chiediamo ai nostri ragazzi di elaborare delle proposte da sottoporre alle istituzioni comunitariesu temi come ambiente, diritti umani, occupazione giovanile, sanità e educazione scolastica", spiegano Giulia e Kleoniki. “Vogliamo costruire insieme a loro un percorso di ripartenza per far sì che le sfide che hanno vissuto diventino una preziosa occasione per rilanciare un’Europa della solidarietà, del pluralismo e della differenza”, aggiungo. Il riferimento è chiaramente all'emergenza pandemica. I giovani hanno sofferto in modo particolare il lockdown, che ha messo a dura prova la loro socialità e li ha privati dei loro spazi di aggregazione e condivisione. Spazi che il Meridiano vuole rivitalizzare invitando i giovani alla cittadinanza attiva: "Vogliamo parlare di futuro e di quello che si aspettano dall’Europa”, dice Kleoniki. “In questo senso, l’apertura della Conferenza sul futuro dell’Europa può essere un’occasione senza precedenti”, concludono. 

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