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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Le risposte alla crisi / Spagna

Il tetto al prezzo del gas sta funzionando? Cosa ci dice il caso iberico

Madrid e Lisbona dal 15 giugno attuano il price cap. E adesso anche l'Unione europea sta valutando di fare lo stesso. Ecco perché

La chiamano la "eccezione iberica". Ma presto potrebbe diventare un'eccezione europea. Già, perché dopo mesi di tentennamenti, la Commissione europea ha annunciato che a breve presenterà una proposta per introdurre un tetto al prezzo del gas, così come sta avvenendo in Spagna e Portogallo dal 15 giugno scorso. Non è chiaro ancora se Bruxelles seguirà per filo e per segno il modello di Madrid e Lisbona. "Ci sono diverse opzioni che stiamo vagliando", ha fatto sapere in queste ore un alto funzionario della Commissione. Quello che c'è di sicuro è che quello iberico è l'unico esempio pratico di price cap sul gas attuato in questi mesi in Europa (in Francia un tetto è stato utilizzato solo per il nucleare). La domanda è dunque se sta funzionando. E se può essere allargato al resto dell'Ue.

L'eccezione iberica

Con lo scoppio della guerra in Ucraina e con la nuova impennata dei prezzi energetici che ne è scaturita (e che ha proseguito la curva al rialzo iniziata nel settembre 2021), i governi Ue si sono divisi su come reagire, e se e come intervenire sui mercati, in particolare quello del gas. La proposta di un price cap è stata avanzata dai Paesi del Sud, in particolare da Spagna e Italia, ma si è scontrata con le ritrosie di Germania e Olanda. Il compromesso raggiunto è stata la cosiddetta "eccezione iberica": durante il vertice Ue di fine marzo, Madrid e Lisbona hanno ottenuto il via libera dagli altri Stati membri per poter derogare alle norme antitrust europee e applicare per un anno un tetto sul gas acquistato dalle loro centrali elettriche.

La concessione data ai due governi si poggia sulle particolari condizioni della rete iberica, caratterizzata da bassissimi livelli di interconnessione energetica con il resto del continente, con un tasso di scambio inferiore al 3%. Una debolezza che, secondo gli esperti, aumenterebbe l'esposizione di questi due Paesi alla crisi energetica in corso rispetto ad altri Stati Ue. Ma dietro l'ok a Spagna e Portogallo c'era anche un'altra ragione: valutare sul campo l'effetto di un price cap nel caso in cui una misura del genere si rendesse necessaria in tutta Europa. Un'eventualità che oggi è sempre più concreta.

Come funziona

La misura iberica mira "a ridurre i prezzi all'ingrosso dell'elettricità nel mercato iberico abbassando i costi di input delle centrali elettriche a combustibili fossili" e, "in definitiva, il prezzo nel mercato all'ingrosso dell'energia elettrica, a vantaggio dei consumatori", spiega la Commissione. In sostanza, viene fissato un tetto al gas "rivenduto" dalle centrali elettriche di Spagna e Portogallo sui loro mercati interni, ma non a quello che tali centrali pagano quando l'acquistano dai produttori di gas. Questo tetto varierà nel corso del periodo di validità della misura (ossia fino al giugno 2023), ma in media dovrebbe essere intorno ai 50 euro per megawattora. 

Ora, se una centrale spagnola (per esempio) compra a 300 euro il gas (questo è il prezzo medio della scorsa settimana sulla borsa di Amsterdam) e lo rivende come se gli fosse costato 50 euro, chi pagherà la differenza, che, stando alle previsioni, ammonterà alla fine intorno agli 8,4 miliardi di euro (6,3 miliardi per la Spagna e 2,1 per il Portogallo)? In base al provvedimento adottato da Madrid e Lisbona, la differenza sarà recuperata principalmente con le stesse bollette dei consumatori (la cosiddetta "compensazione")  e in misura minore con il "reddito di congestione" (in soldoni, con i profitti della vendita di gas prodotto in Spagna alla Francia, che sta beneficiando indirettamente della misura acquistando elettricità più a buon mercato dal vicino iberico). E qui sono scattate le prime polemiche.

Le polemiche

Per quanto riguarda le bollette, diversi consumatori spagnoli (e politici dell'opposizione) hanno accusato il governo di essere stati presi in giro. Per buona parte delle famiglie e delle imprese, la voce "compensazione" in fattura ha rappresentato un salasso, soprattutto in agosto, quando i prezzi del gas sono schizzati alle stelle. Inoltre, alcuni hanno lamentato la differenza di trattamento con i vicini francesi, che stanno acquistando elettricità dalla Spagna senza pagare alcuna compensazione. Da quando Madrid ha adottato la sua misura, infatti, le importazioni di elettricità della Francia sono quadruplicate, e questo potrebbe costare alla Spagna circa 1,2 miliardi di euro. 

Entrambe le polemiche, pur avendo un fondo di verità, si scontrano con i dati snocciolati dal governo. Innanzitutto, il caso francese: è vero che i transalpini stanno ottenendo sconti, ma è anche vero che questi sconti saranno compensati in qualche modo dai profitti per il gestore spagnolo derivanti dal già citato "reddito di congestione".  

Lo sconto in bolletta

Ma il dato più importante riguarda il prezzo finale che stanno pagando famiglie e imprese spagnole. Questo prezzo (se si tiene conto della contestata compensazione), per quanto sia aumentato nelle ultime settimane, rimane sempre più basso di quello che i consumatori avrebbero dovuto pagare senza il price cap. Secondo Omie, il gestore della rete elettrica spagnola, da quando è in vigore il tetto, i prezzi finali per i consumatori sono stati regolarmente più bassi di quelli che avrebbero pagato senza il tetto.

Si prenda per esempio l'1 settembre: il prezzo finale dell'elettricità per gli spagnoli è stato di circa 456 euro per megawattora (comprensivo della compensazione, come dicevamo). Senza il price cap, sarebbe stato di 513 euro. Un risparmio dell'11%. Ma durante l'estate il risparmio è stato anche più alto, con punte del 35%. Il governo di Madrid ritiene che alla fine del periodo di attuazione della misura, lo sconto in bolletta medio per i suoi cittadini sarà del 15%. Altri, soprattutto all'opposizione, ritengono che potrebbe essere più basso. Ma nessuno, anche i più strenui detrattori del governo di centrosinistra di Pedro Sanchez, nega che il tetto al prezzo del gas abbia aiutato a ridurre le bollette. 

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In sostanza, questo meccanismo, più complesso di quanto possa sembrare a prima vista, sta avendo effetti benefici sul modo in cui il prezzo che spunta sulla fattura energetica si forma durante il suo percorso dal produttore di gas al consumatore finale. Difficile dire con precisione cosa sarebbe successo nel resto dell'Ue se la misura iberica fosse stata attuata in tutto il blocco, come si sta discutendo a Bruxelles in queste ore. Facendo dei calcoli approssimativi, l'1 settembre, per esempio, in Italia il prezzo finale dell'elettricità è stato di 661 euro per megawattora, il più alto tra i grandi Paesi Ue. Con uno sconto dell'11% come successo in Spagna, il risparmio medio sarebbe stato di circa 72 euro.   

C'è, però, un altro fattore da tenere in considerazione: i prezzi più convenienti possono portare a un aumento del consumo di gas? Stando al Financial Times, la quantità di gas utilizzata in Spagna per l'elettricità è stata del 23% tra gennaio e luglio. Nello stesso periodo del 2022 è stata del 17%. Madrid ha detto che ciò era dovuto alla siccità estiva, che ha colpito le centrali idroelettriche. Ma il rischio che il price cap possa spingere a usare più oro blu è ritenuto concreto da diversi esperti del settore energetico.


 
 

    

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