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Lunedì, 27 Giugno 2022
Covid / Austria

Il paradosso del vaccino obbligatorio in Austria

Il decreto del governo ha ricevuto l'ok definitivo del Parlamento. Ma la legge potrebbe restare inapplicata. Ecco perché

Da modello di fermezza per il resto dell'Ue, a pentito dell'obbligo. È la parabola che potrebbe seguire l'Austria, dove la camera alta del Parlamento ha confermato in queste ore il voto espresso dalla camera bassa, dando il via libera (quasi) definitivo alla vaccinazione obbligatoria contro il Covid-19, primo Paese europeo a prendere un tale provvedimento sanitario. Il "quasi" è legato a tre fattori: il primo è la firma del presidente Alexander Van der Bellen, che comunque è solo una questione e non dovrebbe riservare sorprese. Il secondo è il pronunciamento della Corte costituzionale, e qui il rischio di uno stop al provvedimento è più serio. C'è infine un terzo fattore: alla lunga il governo potrebbe allentare la presa sui non vaccinati, limitandosi a qualche multa "simbolica", ed evitando di soffiare sul malcontento no-vax.

È questa un'ipotesi che sembra essere sempre più concreta, tanto più alla luce delle recenti dichiarazioni di Oms ed esperti di tutta l'Ue sulla possibile fine della pandemia. Ma andiamo per ordine. La legge, innanzitutto: questa prevede tre fasi per far rispettare l'obbligo sui vaccini. Nelle prima fase, ogni famiglia dovrà essere informata della nuova legge per posta entro il 15 marzo. Dopodiché (seconda fase) la polizia inizierà a monitorare lo stato di immunizzazione delle persone tramite controlli a campione e multe di 600 euro, che salgono fino a 3.600 euro in caso di inosservanza. Nella terza fase, coloro che non possono mostrare la prova della vaccinazione saranno automaticamente multati. E qui arriva il primo indizio che ha sollevato i dubbi di cui sopra: quando scatterà la terza fase?

In un'intervista con l'emittente pubblica Orf, il ministro della salute Wolfgang Muckstein è rimasto sul vago. In contemporanea, il suo governo ha allentato il cosiddetto lockdown per i non vaccinati, mossa che in un primo momento sembrava un braccio teso ai no-vax per convincerli ad accettare l'imminente obbligo. Ma che adesso si colora di altre sfumature, come sottolinea il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung: "Da quando il governo ha annunciato la misura obbligatoria a metà gennaio, ha fatto di tutto per indebolire, ammorbidire e rendere superfluo il proprio progetto. “Il messaggio è chiaro: non volevamo farlo davvero", ha ironizzato in un commento il quotidiano, che come il resto dei media della Germania segue da vicino quanto avviene in Austria dato che il governo tedesco ha proposto un obbligo simile.

Gerald Loacker, portavoce per la salute del partito liberale di opposizione Neos, ha affermato al Guardian che il calo dell'entusiasmo politico per le vaccinazioni obbligatorie è impossibile da ignorare: "Quello con cui abbiamo a che fare qui è un obbligo sui vaccini che entra in vigore proprio mentre il governo sta rendendo possibile a coloro che non sono vaccinati di entrare in un bar con un risultato di un test gratuito, perché pagato dallo Stato, e brindare alla loro resistenza. Questa non è una politica coerente e la gente in Austria ne sta prendendo atto".

Secondo Karl Stoger, professore di diritto costituzionale all'Università di Vienna, l'incoerenza apparente del governo è legata al rischio di una bocciatura della Consulta: qualora il virus dovesse venire considerato "endemico" per via dei bassi tassi di ospedalizzazione, i giudici potrebbero avere ancora più motivi per bloccare un testo che lo stesso Stoger, consulente del governo proprio per la pandemia, ritiene al limite della Costituzione. Allora perché i politici di maggioranza continuana a tirare dritto?

Secondo Clemens Schuhmann, giornalista del quotidiano Oberosterreichische Nachrichten, "c'è la sensazione che l'intera Europa ci stia guardando: un'inversione di marcia del governo in questa fase equivarrebbe a un'enorme perdita di faccia", ha affermato. Dunque, meglio continuare ad andare avanti sulla strada dell'obbligo. In attesa che fattori esterni (la Corte e magari il passaggio da pandemia a endemia concordato a livello europeo e internazionale) diano un modo al governo di uscire dal cul de sac senza contraccolpi di immagine. 

Forse per questo, il ministro della Salute non ha ancora indicato una data chiara per la fase tre, quella in cui le multe dovrebbero scattare in automatico, facendo salire davvero a quel punto le tensioni sociali. Buona parte dei non vaccinati austriaci, spiega sempre Schuhmann al Guardian, "non può permettersi di pagare le multe. Il rischio è che si sia una radicalizzazione" ben più ampia di quella a cui si è assistito finora. 

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